Una miriade di stelle

Mega ciao!

Gli ammassi globulari sono tra gli oggetti più vecchi della nostra galassia. Di solito si trovano nell’alone della Via Lattea, ma alcuni possono essere visti anche in direzione del centro galattico. Nell’immagine, ripresa dall’Hubble Space Telescope, potete vedere NGC 6638, un ammasso globulare situto nella costellazione del Sagittario a circa 9600 parsec di distanza da noi. Volete saperne di più?

Iscrivetevi all’osservazione pubblica del 3 settembre e al nostro Corso Base di Astronomia Online che partirà il 26 ottobre. Per info e prenotazioni inviate una mail all’indirizzo astrofilidischio@gmail.com

Vi ricordo che domenica 14 agosto dalle 10:30 alle 17:30 (tranne una mezz’ora di pausa pranzo alle 12:30) l’osservatorio sarà aperto per l’osservazione del Sole.

A presto!

Sara

NGC 6638 (Image credits: NASA)

Una ruota di carro nello spazio

Mega ciao!

Torniamo con una nuova edizione di “Vedo un’immagine ripresa dal James Webb Space Telescope, mi emoziono e piango!”. E direi che si riprende col botto. Questa è la galassia “Ruota di Carro”, per gli amici ESO 350-40, situata nella costellazione dello Scultore a circa 500 milioni di anni luce di distanza da noi. L’immagine è stata ripresa nel medio infrarosso e ci mostra dettagli incredibili! Vedete la forma strana della galassia? Di solito le galassie non sono così. La bizzarra morfologia è dovuta alla collisione ad alta velocità tra una galassia a spirale e una più piccola. Nell’immagine si nota la presenza di due anelli: uno interno molto brillante e uno esterno più debole ed esteso. Le regioni centrali sono caratterizzate dalla presenza di un’enorme quantità di polvere e di ammassi stellari giovani. L’anello esterno, che si sta espandendo da circa 440 milioni di anni, è dominato da formazione stellare e supernovae. L’immagine rivela regioni ricche di idrocarburi, altri composti chimici e polvere costituita da silicati. Se ci pensate bene tutti questi dettagli vi stanno raccontando la storia del passato turbolento di questa galassia.

Vi ricordo che oggi pubblicheremo una grande novità!

Restate collegati 😉

A presto!

Sara

ESO 350-40 (Image credits: NASA)

Quando il gas si illumina

Mega ciao!

In quest’immagine pazzesca potete vedere M61, galassia a spirale situata nell’ammasso della Vergine a circa 52.5 milioni di anni luce di distanza da noi. In questa galassia stanno avvenendo processi di formazione stellare violenta. Le stelle si formano nelle nubi molecolari, nuvole di gas e polvere interstellare che possono raggiungere dimensioni di decine o centinaia di anni luce. La cosa interessante è che da una singola nube molecolare si formano più stelle che avranno tutte la stessa età e la stessa composizione chimica. Appena formate queste stelle sono circondate dal residuo della nube molecolare. Il gas viene ionizzato dalla radiazione proveniente dalle stelle appena nate e diventa pertanto visibile. L’osservazione di queste regioni di gas in altre galassie è quindi un segnale che stiamo assistendo a processi di formazione stellare. In quest’immagine, ottenuta sovrapponendo dati ripresi dal Very Large Telescope a diverse lunghezze d’onda, il colore oro rappresenta le regioni di formazione stellare. Volete saperne di più?

Vi ricordo che sono aperte le prenotazioni per l’osservazione pubblica del 3 settembre (per il 6 agosto abbiamo esaurito i posti disponibili). Per info e prenotazioni inviate una mail all’indirizzo astrofilidischio@gmail.com

A presto!

Sara

M61 (image credits: ESO)

Emozioni spaziali

Mega ciao!

Avete presente quando siete in osservatorio, state osservando Giove o Saturno e vi chiedono se è quindi questi due pianeti influenzano l’umore? Da bravi e sensibili astronomi/astrofili a questo punto sentite Newton, Galileo, Keplero, Herschel e Einstein rivoltarsi nella tomba. I due giganti gassosi, gli altri pianeti del Sistema Solare e le stelle non esercitano alcuna influenza sulle nostre vite. Se le cose vanno male non possiamo dare la colpa a loro. Però, pensandoci bene, ci sono dei momenti in cui Giove e Saturno possono influenzare qualcuno, ma attenzione: non influenzano tutti. Solo pochi eletti (a Neo, Trinity e Morpheus piace questo elemento) risentono degli effetti di questi pianeti. Sapete chi sono questi prescelti? No? Ve lo dico io! Sono astrofili, astronomi e astrofisici. Quindi tranquilli: voi che seguite questa pagina siete tra i fortunati! Adesso vi starete chiedendo cos’ho fumato per scrivere certe cose, ma la domanda che dovreste porvi è: quando ci influenzano Giove e Saturno? Pronti per la risposta?

Giove e Saturno ci influenzano ogni volta che la NASA pubblica una nuova immagine ripresa dalle sonde Juno e Cassini. In questi casi rimarrete a bocca aperta, vi emozionerete tantissimo e, se siete un po’ pazzi come me, sarete felici per il resto della giornata! Oggi per esempio è arrivata questa immagine di vortici gioviani, situati al polo nord del pianeta. Queste tempeste sono alte circa 50 km e hanno un diametro di centinaia di chilometri. La cosa pazzesca però sono i colori e le forme dei vortici e delle nuvole circostanti. Sembra che Van Gogh si sia trasferito nello spazio e abbia dipinto l’atmosfera del gigante gassoso del nostro Sistema Solare.

Semplicemente fantastico! Adesso vado a dormire felice tra questi vortici gioviani.

Buonanotte!

Sara

Vortici al polo nord di Giove (Image credits: NASA)

Ammassi stellari e dove osservarli

Mega ciao!

Uno degli oggetti più belli che potrete osservare il 6 agosto è M13, ammasso globulare situato nella costellazione di Hercules a circa 25000 anni luce di distanza da noi. Gi ammassi globulari sono insiemi di centinaia di migliaia di stelle legate dalla forza di gravità. Sono composti dalle stelle più vecchie della nostra galassia e solitamente si trovano nell’alone galattico. Sono oggetti molto interessanti per lo studio sia dell’evoluzione stellare che dell’archeologia galattica. Ho stuzzicato la vostra curiosità?

Prenotate il vostro posto in osservatorio inviando una mail all’indirizzo astrofilidischio@gmail.com

A presto!

Sara

Spettri fantastici e dove trovarli

Mega ciao!

A quanto pare piango anche quando vedo gli spettri del James Webb Space Telescope. Questo è lo spettro di WASP-96 b, un pianeta gioviano caldo che orbita attorno ad una stella di tipo G a circa 1150 anni luce di distanza da noi. Il pianeta ha una massa di circa 0.48 masse gioviane, un raggio di 1.2 raggi gioviani e orbita attorno alla sua stella in 3.4 giorni terrestri. Come si ottiene lo spettro di un esopianeta?

Se l’orbita giace lungo la nostra linea di vista, il pianeta passerà tra noi e la sua stella. Durante il transito, una parte della luce della stella attraverserà gli strati dell’alta atmosfera del pianeta e arriverà fino a noi. Durante il passaggio sarà parzialmente assorbita dagli atomi e dalle molecole presenti in atmosfera, quindi si formeranno delle righe di assorbimento che corrispondono ai componenti dell’atmosfera del pianeta. Cosa si vede nello spettro di WASP-96 b?

Lo spettro, oltre a confermare proprietà fisiche già note del pianeta, ci mostra la presenza di acqua. La cosa interessante è che dallo studio delle righe spettrali sarà possibile stimare la quantità di acqua presente nell’atmosfera del pianeta. Questo risultato è pazzesco e la tecnica sarà utilizzata per lo studio delle atmosfere di molti altri pianeti extrasolari, con l’obiettivo di cercare la vita.

Vi ricordo che la prossima osservazione pubblica notturna presso il nostro osservatorio sarà il

6 agosto.

Per prenotare il vostro posto in cupola inviate una mail all’indirizzo

astrofilidischio@gmail.com

A presto!

Sara

Lo spettro di WASP-96 b (Image credits: NASA)

La Nebulosa Anello del Sud

Mega ciao!

Pronti per il terzo episodio di “Vedo un’immagine del James Webb Space Telescope, mi emoziono e piango”? Benissimo!

Qui potete vedere la nebulosa Anello del Sud, per gli amici NGC 3132, situata a circa 2500 anni luce di distanza nella costellazione della Vela. L’immagine, ripresa nel medio infrarosso, ci mostra che la nebulosa contiene un sistema binario, cioè due stelle talmente vicine da essere legate gravitazionalmente l’una all’altra. La nebulosa planetaria, che ci dà una buona idea di come finirà il nostro Sole, è composta dagli strati più esterni dell’inviluppo espulsi da una delle due stelle. Questo avviene in diversi momenti, quindi la nebulosa è composta da diversi gusci di materiale che si espandono nello spazio circostante. La presenza della seconda stella rende la struttura della nebulosa molto più complicata. La stella più luminosa del sistema binario si trova in una delle prime fasi della sua evoluzione. Quando morirà, espellerà gli strati esterni del suo inviluppo esattamente come la sua compagna. Questi strati andranno a formare una seconda nebulosa planetaria, pertanto tra qualche miliardo di anni ricordatevi di puntare il vostro telescopio verso NGC 3132. Vi posso assicurare che ne varrà la pena

.Vi ricordo che

domenica 17 luglio dalle 10:30 alle 17:30

(tranne mezz’ora di pausa pranzo alle 12:30) l’osservatorio sarà aperto al pubblico per l’osservazione del Sole. Pronti a vedere macchie, granulosità e protuberanze?

A presto!

Sara

Nebulosa Anello del Sud nel vicino infrarosso (a sinistra) e nel medio infrarosso (a destra) ripresa dal James Webb Space Telescope (Image credits: NASA

La danza di cinque galassie

Mega ciao!

Continua la serie che chiameremo “Vedo immagini del James Webb, mi emoziono e piango”. Qui potete vedere una parte del Quintetto di Stephan, un gruppo di galassie situato nella costellazione di Pegaso (il cavallo alato di Perseo) a circa 290 milioni di anni luce di distanza #aicavalieridellozodiacopiacequestoelemento. L’immagine, ripresa nel medio infrarosso, ci mostra dettagli mai osservati prima di una parte del quintetto. Stanno succedendo cose catastrofiche. Le galassie sono talmente vicine da interagire gravitazionalmente l’una con l’altra. Potete vedere delle “autostrade spaziali” di materiale e onde d’urto che collegano le galassie. Cosa ci dicono i diversi colori?

In rosso possiamo vedere regioni di formazione stellare e galassie lontanissime caratterizzate dalla presenza di una notevole quantità di polvere. Le sorgenti puntiformi blu sono stelle e ammassi stellari privi di polvere. Le aree blu diffuse sono polvere che contiene una significativa quantità di grandi molecole di idrocarburi. Il verde e il giallo rappresentano galassie lontane ricche di idrocarburi. Adesso guardate la galassia in alto a destra. Vedete che ha un nucleo particolarmente luminoso? Cosa sarà mai?

E’ un buco nero supermassiccio, con una massa di circa 24 milioni di masse solari, che sta accrescendo la sua massa dal materiale che lo circonda. La luce che vedete arriva proprio dal materiale in caduta verso l’oggetto compatto, che possiamo osservare solamente perchè nel medio infrarosso si riesce a vedere oltre il toro di polvere che circonda il buco nero. La luminosità emessa è circa 40 miliardi di volte maggiore di quella del Sole.

Vi ricordo che domenica dalle 10:30 alle 17:30 (alle 12:30 faremo mezz’ora di pausa pranzo) l’osservatorio sarà aperto per l’osservazione del Sole. Se volete vedere macchie solari, granulosità e protuberanze passate a trovarci! Non prendiamo prenotazioni.

A presto!

Sara

Image credits: NASA

Giove come non l’avete mai visto

Mega ciao!

La NASA non smette di sorprenderci e, dopo le prime immagini pubblicate l’altro giorno, oggi ha pubblicato l’immagine di Giove ripreso nel vicino infrarosso dal James Webb Space Telescope. Sto piangendo! Sul serio…un’emozione pazzesca! Vicino al pianeta gigante del Sistema Solare possiamo vedere Europa, uno dei quattro satelliti scoperti qualche secolo fa dal buon Galileo Galilei. Questa luna è composta da uno strato di ghiaccio spesso più di 20 km, sotto il quale c’è un oceano. Che ci sia vita? Lo scopriremo solo vivendo e in particolare con la missione Europa Clipper. La Grande Macchia Rossa, un ciclone che va avanti da più di 300 anni con venti che viaggiano a circa 400 km/h, appare come una macchia luminosa. Vedete la macchiolina nera alla sua sinistra? Sapete cos’è? E’ l’ombra di Europa. Pazzesco!Nella seconda immagine invece si riescono a distinguere gli anelli di Giove. Restate collegati! Il James Webb continuerà a regalarci immagini emozionanti e dati pazzeschi con cui riusciremo a comprendere meglio il nostro Universo.

Vi ricordo che questa domenica dalle 10:30 alle 17:30 (alle 12:30 faremo mezz’ora di pausa pranzo) l’osservatorio sarà aperto per l’osservazione del Sole. Non prendiamo prenotazioni, ma vi aspettiamo al fresco del Novegno 😉

A presto!

Sara

Image credits: NASA
Image credits: NASA

SMACS 0723: la prima immagine del JWST

Mega ciao!

Ecco la prima spettacolare immagine scientifica del James Webb Space Telescope pubblicata ieri. Qui si vede l’ammasso di galassie SMACS 0723, situato a ben 4.6 miliardi di anni luce da noi. Vedete che ci sono degli archi di luce? L’ammasso è talmente massiccio da agire da lente gravitazionale. Quindi quegli archi sono la luce che arriva da galassie che stanno dietro l’ammasso. Ad aggiungere spettacolarità, l’effetto di lente gravitazionale permette di vedere oggetti piccoli e molto deboli situati ancora più lontano. Tra questi, oltre alle galassie, troviamo ammassi stellari e strutture diffuse. Questa immagine è la più profonda mai ottenuta del cielo nell’infrarosso.Volete saperne di più?

Vi aspetto alle 16:00 per un’altra diretta Facebook. Faremo un ripasso sulla missione e seguiremo insieme la diretta della NASA, con cui saranno pubblicate le altre immagini scientifiche del James Webb Space Telescope.

A dopo!

Sara