La Prima Foto del Buco Nero Sgr A*

Mega ciao!

Grazie a tutti quelli che hanno seguito la diretta! E’ stato veramente emozionante!

Finalmente abbiamo la prima immagine del buco nero supermassiccio al centro della nostra galassia, anche detto Sagittarius A*. Ecco l’immagine ottenuta grazie all’Event Horizon Telescope, un insieme di radiotelescopi sparsi in giro per il mondo! I dati sono stati combinati con una tecnica chiamata interferometria. In pratica, è come se aveste un radiotelescopio delle dimensioni della Terra. Qui vediamo l’ombra del buco nero proiettata sul disco di accrescimento. L’immagine conferma ancora una volta che zio Albert Einstein aveva ragione. La teoria della relatività generale si applica perfettamente indipendentemente dalla massa del buco nero. I dati raccolti ci dicono che la massa del buco nero è di circa 4 milioni di masse solari (quasi in perfetto accordo con quanto trovato studiando il moto delle stelle attorno al centro galattico), le sue dimensioni angolari sono le stesse che avrebbe una ciambella (#adhomersimpsonpiacequestolelemento) sulla superficie della Luna osservata dalla Terra, è in rotazione nello stesso verso del materiale del disco di accrescimento e il suo asse di rotazione è puntato verso di noi, quindi vediamo il disco di accrescimento di faccia. L’altra cosa interessante è che sta mangiando poco. Il suo tasso di accrescimento è molto basso. Per confronto, scalando le proprietà del buco nero all’essere umano, se doveste seguire la stessa dieta del buco nero dovreste mangiare un chicco di riso ogni milione di anni.

Vi lascio con questa foto pazzesca!

Se vi siete persi la diretta potete trovarla tra i video della nostra pagina Facebook.

A presto!

Sara

La prima immagine del buco nero Sgr A* (Image credits: EHT)

Annuncio Event Horizon Telescope

Mega ciao!

Il 12 maggio alle ore 15:00 l’ESO annuncerà una scoperta straordinaria fatta con l’Event Horizon Telescope. Seguiremo insieme l’evento con una diretta sulla Pagina Facebook del Gruppo Astrofili di Schio che inizierà alle ore 14:30, così faremo un ripasso rapido delle puntate precedenti. Potrete interagire con me scrivendo le vostre domande tra i commenti del video. Siete pronti? Io non vedo l’ora!

Qui sotto trovate il link per seguire l’evento con noi!

12 MAGGIO ORE 14:30

https://www.facebook.com/events/693092695356248?ref=newsfeed

Vi aspetto numerosi!

A presto!

Sara

Chi Vuol Essere Imperatore dell’Impero Galattico: il vincitore è…

Mega ciao!

Siamo arrivati alla fine del nostro gioco.

CHI VUOL ESSERE IMPERATORE DELL’IMPERO GALATTICO: SOLUZIONE E CLASSIFICA FINALE

Vi avevo chiesto quale delle affermazioni sulla prima immagine pubblicata di un buco nero fosse corretta. Le risposte esatte sono: la sorgente si trova in una galassia ellittica supergigante e la massa del buco nero è maggiore di quella del buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea (B e D).

Infatti, la sorgente si trova in M87, una galassia ellittica supergigante situata nella costellazione della Vergine a circa 52 milioni di anni luce di distanza. Il buco nero al centro di questa galassia ha una massa di circa 6 miliardi e 500 milioni di masse solari, decisamente maggiore rispetto alle 4 milioni e 100 mila masse solari di Sgr A*.

Qualcuno ha segnato come risposta corretta anche la A. Vi spiego perchè è sbagliata. L’immagine è stata ottenuta combinando i dati di otto radiotelescopi, non di otto telescopi ottici.

Detto ciò, qui sotto trovate la classifica finale. Direi che è stata una battaglia all’ultimo “Pew Pew” e con un combattimento finale a suon di spade laser degno di quello tra Anakin e Obi-Wan. Dopo la ribellione contro Palpatine possiamo incoronare il nuovo Imperatore dell’Impero Galattico. Complimenti Gaetano Federle!

Grazie a tutti per la partecipazione! A richiesta il prossimo quiz sarà a tema Star Trek. Chi riuscirà a diventare Capitano dell’Enterprise? Lo scopriremo tra qualche mese.

A presto!

Sara

Allineamento completato

Mega ciao!

Vi ricordate l’ansia del Natale appena passato? No? Vi rinfresco la memoria. La NASA ha lanciato il James Webb Space Telescope proprio all’ora di pranzo. Scommetto che il vostro stomaco era chiuso come il mio. Adesso pensate a tutta l’ansia che avete avuto e guardate l’immagine qui sotto. Il James Webb ha completato la fase di allineamento e si appresta ad ultimare gli ultimi test, che dureranno ancora un paio di mesi. Però guardate questa immagine. Direi che ripaga tutta l’ansia e che ne valeva la pena. Adesso attendiamo solo le immagini e i risultati straordinari che faranno fare all’astrofisica balzi da gigante.

A presto!

Sara

Image credits: NASA

Eclissi marziane

Mega ciao!

Vi ricordate del rover Perseverance ammartato il 18 febbraio 2021? Scorazzando per la superficie del Pianeta Rosso sta producendo delle immagini spettacolari, che ci stanno portando a conoscere la storia di Marte sempre più a fondo. Oltre a foto panoramiche e dettagliate di ambienti marziani, il giovane rover ha puntato la sua camera anche verso il cielo. Sapete cos’ha osservato? Una fantastica eclissi di Sole. Marte ha due satelliti naturali: Phobos e Deimos, i cui nomi significano Paura e Terrore. Sono due lune piccole che si sono formate in modo molto diverso rispetto alla nostra. Phobos e Deimos erano asteroidi che sono stati catturati dal campo gravitazionale di Marte. Phobos ha un diametro medio di circa 27 km, mentre Deimos è di circa 13 km. Le superfici dei due satelliti sono cosparse di crateri, che testimoniano un passato molto turbolento. Perseverance ha osservato l’eclissi di Sole provocata dal transito di Phobos. Qui sotto trovate il video. Spettacolare vero?

A presto!

Sara

CHI VUOL ESSERE IMPERATORE DELL’IMPERO GALATTICO: SOLUZIONE E CLASSIFICA

Mega ciao!

CHI VUOL ESSERE IMPERATORE DELL’IMPERO GALATTICO: SOLUZIONE E CLASSIFICA

Vi avevo chiesto quale tra le affermazioni proposte fosse falsa. Le risposte corrette sono: A e C. Analizziamo le varie opzioni.

La A è falsa perchè non sempre fusioni successive di buchi neri in ammassi globulari portano alla formazione di un buco nero di massa intermedia. Infatti, la fusione di due buchi neri può produrre un riculo gravitazionale tale da far raggiungere la velocità di fuga dall’ammasso al buco nero risultante, senza lasciargli la possibilità di legarsi e fondersi con altri oggetti compatti.

La C è sbagliata perchè sono stati osservati dei quasar ad alto redshift contenenti buchi neri supermassicci. In particolare, la sorgente SDSS J010013.02+280225.8, situata ad un redshift di circa 6.3, contiene un buco nero di 12 miliardi di masse solari. A quel redshift l’età dell’Universo era inferiore a 900 milioni di anni.

La risposta D, che alcuni di voi hanno segnato come falsa, invece è vera. Infatti negli ammassi di galassie possiamo vedere galassie che si trovano lungo la nostra linea di vista esattamente dietro a galassie ellittiche giganti. Come si fa? Con le lenti gravitazionali previste dalla teoria della relatività generale di Einstein.

Nell’immagine trovate la classifica. La settimana prossima scopriremo chi sarà il nuovo imperatore (o imperatrice) dell’Impero Galattico. Grazie per aver giocato con noi!

A presto!
Sara

Mini esplosioni stellari

Mega ciao!

Anche questa settimana per noi astronomi è Natale. Infatti è stato scoperto un nuovo tipo di esplosione stellare, a cui è stato dato il fantasiosissimo nome di micronova. La scoperta sta mettendo a dura prova le teorie delle esplosioni nucleari. Questi eventi sono estremamente potenti, ma molto meno energetici delle novae. Entrambi i tipi di esplosione si verificano sulle nane bianche. Cosa sono?

Le nane bianche sono cadaveri stellari generati al termine dell’evoluzione di stelle di piccola massa. Alla fine della loro vita, stelle con massa minore di 8 masse solari espellono gli strati esterni dell’inviluppo mentre il nucleo si contrae e diventa una nana bianca. Quest’ultima sarà molto più piccola rispetto alla stella di partenza (dimensioni molto simili a quelle della Terra) ma estremamente più densa (una tazzina da caffè riempita col materiale della nana bianca peserebbe come 24 elefanti). Cosa succede durante l’esplosione di micronova?

Una nana bianca accresce materia da una stella compagna. L’idrogeno, una volta arrivato alla superficie della stella, viene fuso in elio in modo esplosivo. Nelle micronovae l’esplosione dura solamente qualche ora e avviene su scale minori rispetto alle novae. Infatti, nelle micronovae il campo magnetico convoglia il materiale verso i poli della stella e l’esplosione avviene proprio lì. Quanto materiale viene bruciato in questi eventi?In poche ore la quantità di materiale coinvolta nell’esplosione è di circa 20 milioni di trilioni di kg, ovvero circa 3.5 miliardi di volte la massa della Grande Piramide di Giza.

Buona domenica!

A presto!

Sara

Rappresentazione artistica di una micronova (Image credits: ESO)

Buona Pasqua

Mega ciao!

Tanti Auguri di Buona Pasqua! Nell’immagine potete vedere la nebulosa Uovo, un oggetto in una fase della sua vita che precede la nebulosa planetaria situato nella costellazione del Cigno a circa 3000 anni luce di distanza. La stella sta lentamente espellendo gli strati dell’inviluppo e, alla fine del processo, diventerà una nana bianca.

Passate una buona festa!

A presto!

Sara

Egg Nebula (Image credits: NASA)

Cosa fa un astronomo tutto il giorno?

Mega ciao!

Vi siete mai chiesti cosa fa un astronomo tutto il giorno?

Le cose sono decisamente cambiate rispetto ai tempi in cui il buon vecchio Galileo costruì il primo cannocchiale ed ebbe la geniale intuizione di puntarlo verso la volta celeste. All’epoca e per qualche secolo gli astronomi osservavano direttamente con l’occhio incollato all’oculare (se era abbastanza freddo si incollava sul serio) e disegnavano o riprendevano gli oggetti astronomici utilizzando lastre fotografiche. Oggi le tecnologie sono decisamente migliorate. Pensate che ci sono tantissimi dati e la cosa forte è che sono tutti disponibili. Infatti, immagini riprese dall’Hubble Space Telescope e da tutti gli altri osservatori vengono rese disponibili in immensi archivi online. Potreste chiedervi a cosa serve tornare su immagini già analizzate. Semplice: la stessa immagine può essere usata per scopi scientifici diversi. Per esempio, se avete delle immagini in diversi filtri di un gruppo di galassie potete usarle per calcolare il modello di distribuzione di brillanza superficiale delle singole galassie, cercare supernovae, cercare ammassi globulari con cui studiare le interazioni tra le galassie e fare un sacco di altre cose interessanti.

Dunque gli astronomi passano il tempo a leggere articoli per tenersi aggiornati, a seguire conferenze, workshop e summer school per migliorarsi e imparare tecniche nuove per analizzare i dati. Poi ovviamente fanno ricerca e sono soggetti ad un fenomeno particolare: l’effetto wow! (che non è il messaggio Wow!, bensì l’effetto stupore/meraviglia di cui parlava Claire in Jurassic World #itirannosaurisonobelli). Scherzi a parte, vi racconto cos’è successo oggi in modo da farvi capire bene l’effetto wow. Ho scaricato le immagini riprese dall’Hubble della galassia ad anello AM 0644-741. Una volta aperte con il DS9 (ovviamente il nome del programma per visualizzare le immagini viene da Star Trek #maquantosiamonerd) e zoomato sulle diverse regioni i miei occhi sono diventati così 😍 Inutile dire che ho passato il resto del tempo con il sorriso stampato in faccia a dare comandi ad IRAF (questo nome è un po’ meno nerd…pazienza). Questo è il lavoro più bello che esista!

A presto!
Sara

Una cometa da record

Mega ciao!

Più di 30 anni dopo il lancio, il Telescopio Spaziale Hubble continua a regalarci scoperte stratosferiche. Volete sapere l’ultima?

Ha osservato il più grande nucleo cometario di sempre! La cometa C/2014 UN271, per gli amici Bernardinelli – Bernstein, ha un nucleo ghiacciato del diametro di circa 128.75 km, con una massa di circa 500 trilioni di tonnellate. Questo la rende più grande del Rhode Island e centinaia di migliaia di volte più massiccia delle tipiche comete scoperte nei pressi del Sole. Sta viaggiando verso il Sistema Solare interno a circa 35405.6 km/h, ma non passerà troppo vicina alla Terra: nel 2031 arriverà a circa 1.61 miliardi di chilometri di distanza dal Sole. Corriamo qualche pericolo?

Assolutamente no! Basta pensare che la Luna e il Sole si trovano rispettivamente a circa 384000 e 150 milioni di chilometri da noi e non ci sono ancora caduti in testa.

La cometa Bernardinelli – Bernstein ha una temperatura bassissima: circa -211°C. Nonostante le condizioni siano così gelide, il monossido di carbonio riesce a sublimare e a produrre la chioma. La cometa segue un’orbita lunga ed ellittica, con un periodo di circa 3 milioni di anni.

A presto!

Sara

La cometa Bernardinelli – Bernstein (Image credits: NASA)