SOLUZIONE ASTROQUIZ 13

Mega ciao!
SOLUZIONE ASTROQUIZ 13
Vi avevo chiesto che evento astronomico hanno registrato i cinesi nel 1054. La risposta corretta è: l’esplosione di una supernova. All’epoca i pianeti del Sistema Solare conosciuti erano solo sei (Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove e Saturno). Urano è stato scoperto da William Herschel nel 1781.
Con questo astroquiz comincio a rispondere alle domande che mi avete fatto quando vi ho chiesto suggerimenti per i prossimi post. Domenico ha chiesto di spiegare cosa sono le supernove.
La supernova rappresenta uno degli stadi finali della vita di una stella massiccia, dalle 8 masse solari in su. Queste stelle, terminata la fase principale della loro vita in cui bruciano l’idrogeno tramite reazioni nucleari, riescono a raggiungere temperature abbastanza elevate da bruciare anche tutti gli elementi successivi e arrivare così ad un nucleo composta da ferro e nichel. A questo punto la stella è talmente pesante che non riesce più a sostenere il suo stesso peso, quindi espelle in modo esplosivo gli strati più esterni della sua atmosfera, in quella che è chiamata esplosione in supernova. Il gas rilasciato andrà a formare una nebulosa come quella che vedete nell’immagine, la Crab Nebula, risultato dell’esplosione della supernova osservata dai cinesi nel 1054. Il nucleo della stella invece comincia a contrarsi e la sua fine dipende dalla massa iniziale della stella: se la massa è compresa tra le 8 e le 25/30 masse solari allora il collasso si ferma e resta una stella di neutroni, mentre se la massa è maggiore la stella collassa in un buco nero.
Esistono diversi tipi di supernove.
To be continued…
A presto!

Sara

SOLUZIONE ASTROQUIZ 12

Mega ciao!

Vi avevo chiesto con quale metodo è stato scoperto il maggior numero di esopianeti. La risposta corretta è: con il metodo dei transiti. Nel corso degli anni sono stati scoperti 4003 pianeti extrasolari e moltissimi altri candidati sono ancora in attesa di conferma. Di questi esopianeti 3086 sono stati scoperti con il metodo dei transiti, mentre solo 755 con il metodo delle velocità radiali. Un notevole contributo alla ricerca di pianeti extrasolari con il metodo dei transiti è stato dato dal telescopio spaziale Kepler, in attività dal 2009 al 2018, che ha scoperto 2343 esopianeti, più altri 2421 candidati. Sempre sul metodo dei transiti si basa la missione TESS, un altro telescopio spaziale lanciato nel 2018, con cui sono già stati scoperti 20 pianeti extrasolari e oltre 700 candidati.
Tra tutti questi pianeti ce ne sono alcuni di tipo terrestre che si trovano nella fascia di abitabilità del loro sistema planetario. Con le missioni future magari riusciremo a capire se si sia sviluppata la vita.
A presto!

Sara

Il telescopio spaziale Kepler

SOLUZIONE ASTROQUIZ 11

Mega ciao!
SOLUZIONE ASTROQUIZ 11
Vi avevo chiesto chi fu uno dei più grandi sostenitori dell’esistenza di infiniti mondi. La risposta corretta è: Giordano Bruno. Nato a Nola nel 1548, Giordano fu un filosofo, uno scrittore ed un frate domenicano. Lui fu un grande sostenitore della teoria copernicana ed è considerato uno dei precursori della teoria della relatività galileiana, ma le sue tesi più importanti furono quelle riguardanti l’Universo: sostenne che l’Universo doveva essere infinito. Nel suo scritto “De l’infinito, universo e mondi” ribadì questo concetto, indicando che l’Universo non aveva un centro, togliendo all’uomo il suo ruolo centrale nel cosmo, e parlò dell’esistenza di infinite stelle attorno alle quali orbitavano infiniti mondi. Per queste e altre idee “sovversive” (all’epoca tutti credevano nelle teorie aristoteliche) Giordano Bruno fu perseguitato, processato e messo al rogo dalla santa inquisizione.
Vi ricordo che è partito il concorso per dare un nome ad un esopianeta. Per partecipare andate qui:
https://altrimondi.inaf.it/iau100/
A presto!

Sara

NameExoWorlds: il sistema HD102195

Mega ciao!
La campagna NameExoWorlds è partita! Ad ogni nazione è stato assegnato un sistema planetario composto da un esopianeta e dalla sua stella. All’Italia è stato assegnato HD102195, un sistema composto da una stella di tipo K0V, cioè una stella un po’ più fredda rispetto al Sole, e da un pianeta gioviano caldo. Questo è il primo esopianeta in cui è stato scoperto metano in atmosfera. Il sistema si trova nella costellazione della Vergine a circa 95 anni luce di distanza ed è stato scoperto con la tecnica delle velocità radiali, cioè andando ad analizzare lo spostamento periodico delle righe spettrali della stella, provocato dal fatto che la stella orbita attorno al centro di massa del sistema. Il pianeta ha un’orbita talmente inclinata che non sarà mai possibile vederlo transitare sul disco della stella. Con una tecnica chiamata spettroscopia di emissione ad alta risoluzione spettrale, che consiste nello studio dello spettro emesso dal lato diurno del pianeta quando si trova alla massima distanza dalla Terra, è stata scoperta la presenza di acqua e metano in atmosfera. La cosa forte è che questa scoperta è tutta italiana!
Volete dare anche voi un nome a questo fantastico gioviano? Partecipate al concorso! E’ facilissimo: cliccate nel link, leggete il regolamento e inviate la vostra proposta!
https://altrimondi.inaf.it/iau100/
A presto!

Sara

VUOI DARE UN NOME AD UN PIANETA?

Mega ciao!Pronti per la grande novità? Faccio parte del comitato nazionale per la campagna NameExoWorlds, organizzata per celebrare il 100° anniversario nell’Unione Astronomica Internazionale (IAU).

VI PIACEREBBE DARE UN NOME AD UN ESOPIANETA SCOPERTO DA POCO?

Da oggi fino al 10 ottobre 2019 potete farlo partecipando alla campagna NameExoWorlds. Ad ogni nazione sono stati assegnati un esopianeta e la sua stella. I nomi di solito sono composti semplicemente da numeri e lettere, che sono brutti e difficili da ricordare. Per questo motivo l’IAU chiede aiuto a voi! Servono dei bei nomi!

Al nostro paese è stato assegnato il pianeta HD102195. Quello che dovete fare è scegliere il nome per il pianeta e quello per la sua stella. I due nomi devono essere collegati da un tema comune, che deve essere abbastanza ampio in modo che, nel caso in cui vengano scoperti altri pianeti nel sistema, si possano trovare dei nomi anche per loro. Vi faccio un esempio semplice (e ovviamente nerd) per capire il concetto: se chiamo la stella “Frodo” e il pianeta “Samvise”, in caso scoprano altri pianeti questi possono essere chiamati con i nomi degli altri componenti della compagnia dell’anello (Gandalf, Pipino, Merry, Aragorn, Boromir, Gimli e Legolas). Occhio che non si possono usare nomi coperti da copyright. Prima di scegliere i nomi leggete bene il regolamento!

Potete partecipare come singoli, in gruppo, come classe o come scuola.Il comitato nazionale di cui faccio parte selezionerà tra le 3 e le 10 proposte migliori che saranno pubblicate nel sito e che potrete votare dal 20 ottobre al 10 novembre. Le due proposte più votate saranno tradotte in inglese e inviate all’IAU per l’approvazione definitiva.

Se la vostra proposta sarà tra quelle selezionate potreste vincere dei favolosi premi tra cui un viaggio di 6 giorni al Telescopio Nazionale Galileo (alle Canarie).

Trovate tutti i dettagli del concorso, il regolamento e la descrizione del nostro sistema planetario nel sito: https://altrimondi.inaf.it/iau100/

Nei prossimi post vi parlerò meglio di HD102195.

Se avete domande riguardanti il concorso scrivetemi!

Scatenatevi!

A presto!

Sara

Domani

Mega ciao!
So che state aspettando con ansia la notizia bomba che vi avevo promesso ieri. Per improvvise cause relativistiche il tempo si è dilatato, quindi la novità uscirà domani!
Portate pazienza ancora un po’…ne varrà la pena 😉
A presto!

Sara

Grandi novità in arrivo!

Mega ciao!
Come state?
Tenetevi forte perchè domani arriverà una novità astronomica 🙂 Sono già super esaltata!
Collegatevi tutti domani 😉
A presto!

Sara

SOLUZIONE ASTROQUIZ 10

Mega ciao!
SOLUZIONE ASTROQUIZ 10
Vi avevo chiesto se in un sistema planetario l’acqua si può trovare solo all’interno della fascia di abitabilità. La risposta è: NO. La fascia di abitabilità è quella regione di un sistema planetario in cui le temperature sono tali da permettere la presenza di acqua liquida. L’acqua però si può trovare anche al di fuori di questa fascia e la prova ci arriva dal nostro Sistema Solare. Nel nostro sistema la fascia di abitabilità si estende da poco dopo l’orbita di Venere a poco prima dell’orbita di Marte, quindi ingloba solamente la Terra. Sappiamo però che anche su Marte c’è un bel po’ d’acqua sotto forma ghiacciata ai poli e nel sottosuolo. Infatti la sonda Mars Reconnaissance Orbiter ha scoperto un deposito di ghiaccio nel sottosuolo con tanta acqua quanta ne troviamo nel lago Superiore americano. Ma non finisce qui: l’acqua è presente allo stato liquido su un paio di satelliti. Su Europa (una delle lune di Giove) e su Encelado (satellite di Saturno, nella foto sotto) sono presenti addirittura degli oceani, che si trovano sotto una crosta di ghiaccio spessa circa 20 km. Tramite le osservazioni fatte con il Telescopio Spaziale Hubble e con la sonda Cassini si è scoperto che nelle spaccature presenti nella crosta sono presenti geyser che eruttano materiale nello spazio. Si pensa che su queste due lune siano presenti sorgenti idrotermali subacquee, dove potrebbe essersi sviluppata la vita, come nelle sorgenti terrestri, sotto forma di pesciolini, molluschi, gamberetti…
Dunque sushi gratis per tutti!
A presto!

Sara

Encelado ripreso dalla sonda Cassini (Image credits: NASA)

SOLUZIONE ASTROQUIZ 9

Mega ciao!
SOLUZIONE ASTROQUIZ 9
Vi avevo chiesto che evento ha originato la prima onda gravitazionale rivelata. La risposta corretta è: la fusione di due buchi neri. Le onde gravitazionali sono perturbazioni della metrica spazio-temporale che si propagrano sotto forma di ondulatoria e sono dovute al moto di masse accelerate. Nel 2016 grazie agli osservatori LIGO e VIRGO sono state rivelate le prime onde gravitazionali, che hanno portato Kip Thorne (sempre sia lodato), Rainer Weiss e Barry Barish a vincere il Premio Nobel per la Fisica nel 2017.
La prima onda gravitazionale captata era dovuta alla fusione di due buchi neri, uno di 29 e l’altro di 36 masse solari, che ha portato alla formazione di un buco nero di 62 masse solari. Adesso vi starete chiedendo cos’ho fumato per scrivere che il buco nero finale è di 62 masse solari, dato che, facendo due conti, 29+36 fa 65. In realtà i calcoli non sono sbagliati: le tre masse solari di differenza sono state espulse dal sistema sotto forma di energia e in particolare sotto forma di onde gravitazionali.
Questo vi fa capire quanto siano energetici questi eventi. Attenzione però che l’alta energia non si traduce in un segnale così alto: pensate che l’intensità del segnale rivelato era di circa 1×10^(-21).
A presto!

Sara

SOLUZIONE ASTROQUIZ 8

Mega ciao!
Scusate il ritardo ma ero a fare l’esame di astrofisica delle alte energie.
SOLUZIONE ASTROQUIZ 8
Vi avevo chiesto quante volte l’uomo è atterratto sulla Luna. La risposta corretta è 6. L’uomo ha messo piede per la prima volta sulla superficie lunare il 20 luglio 1969, con i mitici Neil Armstrong e Buzz Aldrin. Scommetto che ricordate tutti la frase pronunciata da Neal una volta scese le scalette del modulo lunare: “That’s one small step for a man, one giant leap for mankind”. Poi sono arrivati gli astronauti dell’Apollo 12, con il mitico Pete Conrad che per provare ad Oriana Fallaci che le conversazioni non erano già tutte programmate ha scherzato tutto il tempo, lanciando battute irriverenti. Ad esempio, dato che Pete era decisamente più basso di Neil e che le l’ultimo scalino del lem si trovava circa a 90 cm dalla superficie lunare, arrivato in fondo alla scaletta ha detto: “Woopie! Sarà stato un piccolo passo per Neil, ma per me è stato lungo”. Poi è stata la volta dell’Apollo 14, che ha visto il ritorno nello spazio di Alan Shepard, il primo astronauta americano. Lui ha portato sulla Luna il materiale per costruire una mazza da golf ed è diventato il primo golfista spaziale! Nelle missioni Apollo 15 e 16 gli astronauti si sono divertiti a fare le derapate sulla Luna a bordo del rover lunare. Mentre con l’Apollo 17, l’ultima missione a portare l’uomo sulla Luna, il primo geologo ad andare nello spazio ad un certo punto ha urlato: “E’ tutto arancione qui!”. Alla NASA già si stavano chiedendo cosa si fosse fumato, quando arrivò la conferma del comandante. Quindi la Luna non è solo grigia, ci sono terreni di colori diversi!
Adesso vi starete chiedendo che fine ha fatto l’Apollo 13. La missione è famosa per la frase “Houston, abbiamo un problema!”. Circa 55 ore dopo il lancio i Jim Lovell, Fred Haise e Jack Swigert hanno sentito una forte vibrazione, hanno visto accendersi una valanga di spie di allarme e non riuscivano più a controllare la navicella. Il cap com a Houston stava impazzendo. Non si riusciva a capire cosa stesse succedendo e tutti pensavano ad un problema del computer. Ad un certo punto Jim Lovell guardò fuori dall’oblò e comunicò che l’astronave stava perdendo qualcosa nello spazio, di sicuro un gas…certamente ossigeno. Si è gelato il sangue a tutti! Sappiamo che perdere ossigeno nello spazio non è una buona cosa: l’ossigeno serve per vivere. Dopo i primi controlli è diventato chiaro che la missione non poteva più essere completata, ma si era trasformata in una missione di salvataggio. A Houston non erano sicuri di riuscire a riportare a casa i tre astronauti sani e salvi. L’astronave continuava a perdere ossigeno e c’erano perdite di energia in diversi pannelli. Non si era sicuri di avere nè l’ossigeno nè l’energia sufficiente per il ritorno sulla Terra. E’ stato solo grazie alla freddezza degli astronauti e alla cooperazione degli ingegneri della NASA che i tre sono tornati a casa. La missione Apollo 13 è definita il fallimento di maggior successo nella storia della NASA. Fallimento perchè non sono riusciti ad allunare, successo perchè sono tornati sani e salvi.
A presto!

Sara

Jim Lovell, Jack Swigert e Fred Haise, gli astronauti della missione Apollo 13