Mini esplosioni stellari

Mega ciao!

Anche questa settimana per noi astronomi è Natale. Infatti è stato scoperto un nuovo tipo di esplosione stellare, a cui è stato dato il fantasiosissimo nome di micronova. La scoperta sta mettendo a dura prova le teorie delle esplosioni nucleari. Questi eventi sono estremamente potenti, ma molto meno energetici delle novae. Entrambi i tipi di esplosione si verificano sulle nane bianche. Cosa sono?

Le nane bianche sono cadaveri stellari generati al termine dell’evoluzione di stelle di piccola massa. Alla fine della loro vita, stelle con massa minore di 8 masse solari espellono gli strati esterni dell’inviluppo mentre il nucleo si contrae e diventa una nana bianca. Quest’ultima sarà molto più piccola rispetto alla stella di partenza (dimensioni molto simili a quelle della Terra) ma estremamente più densa (una tazzina da caffè riempita col materiale della nana bianca peserebbe come 24 elefanti). Cosa succede durante l’esplosione di micronova?

Una nana bianca accresce materia da una stella compagna. L’idrogeno, una volta arrivato alla superficie della stella, viene fuso in elio in modo esplosivo. Nelle micronovae l’esplosione dura solamente qualche ora e avviene su scale minori rispetto alle novae. Infatti, nelle micronovae il campo magnetico convoglia il materiale verso i poli della stella e l’esplosione avviene proprio lì. Quanto materiale viene bruciato in questi eventi?In poche ore la quantità di materiale coinvolta nell’esplosione è di circa 20 milioni di trilioni di kg, ovvero circa 3.5 miliardi di volte la massa della Grande Piramide di Giza.

Buona domenica!

A presto!

Sara

Rappresentazione artistica di una micronova (Image credits: ESO)

Buona Pasqua

Mega ciao!

Tanti Auguri di Buona Pasqua! Nell’immagine potete vedere la nebulosa Uovo, un oggetto in una fase della sua vita che precede la nebulosa planetaria situato nella costellazione del Cigno a circa 3000 anni luce di distanza. La stella sta lentamente espellendo gli strati dell’inviluppo e, alla fine del processo, diventerà una nana bianca.

Passate una buona festa!

A presto!

Sara

Egg Nebula (Image credits: NASA)

Cosa fa un astronomo tutto il giorno?

Mega ciao!

Vi siete mai chiesti cosa fa un astronomo tutto il giorno?

Le cose sono decisamente cambiate rispetto ai tempi in cui il buon vecchio Galileo costruì il primo cannocchiale ed ebbe la geniale intuizione di puntarlo verso la volta celeste. All’epoca e per qualche secolo gli astronomi osservavano direttamente con l’occhio incollato all’oculare (se era abbastanza freddo si incollava sul serio) e disegnavano o riprendevano gli oggetti astronomici utilizzando lastre fotografiche. Oggi le tecnologie sono decisamente migliorate. Pensate che ci sono tantissimi dati e la cosa forte è che sono tutti disponibili. Infatti, immagini riprese dall’Hubble Space Telescope e da tutti gli altri osservatori vengono rese disponibili in immensi archivi online. Potreste chiedervi a cosa serve tornare su immagini già analizzate. Semplice: la stessa immagine può essere usata per scopi scientifici diversi. Per esempio, se avete delle immagini in diversi filtri di un gruppo di galassie potete usarle per calcolare il modello di distribuzione di brillanza superficiale delle singole galassie, cercare supernovae, cercare ammassi globulari con cui studiare le interazioni tra le galassie e fare un sacco di altre cose interessanti.

Dunque gli astronomi passano il tempo a leggere articoli per tenersi aggiornati, a seguire conferenze, workshop e summer school per migliorarsi e imparare tecniche nuove per analizzare i dati. Poi ovviamente fanno ricerca e sono soggetti ad un fenomeno particolare: l’effetto wow! (che non è il messaggio Wow!, bensì l’effetto stupore/meraviglia di cui parlava Claire in Jurassic World #itirannosaurisonobelli). Scherzi a parte, vi racconto cos’è successo oggi in modo da farvi capire bene l’effetto wow. Ho scaricato le immagini riprese dall’Hubble della galassia ad anello AM 0644-741. Una volta aperte con il DS9 (ovviamente il nome del programma per visualizzare le immagini viene da Star Trek #maquantosiamonerd) e zoomato sulle diverse regioni i miei occhi sono diventati così 😍 Inutile dire che ho passato il resto del tempo con il sorriso stampato in faccia a dare comandi ad IRAF (questo nome è un po’ meno nerd…pazienza). Questo è il lavoro più bello che esista!

A presto!
Sara

Una cometa da record

Mega ciao!

Più di 30 anni dopo il lancio, il Telescopio Spaziale Hubble continua a regalarci scoperte stratosferiche. Volete sapere l’ultima?

Ha osservato il più grande nucleo cometario di sempre! La cometa C/2014 UN271, per gli amici Bernardinelli – Bernstein, ha un nucleo ghiacciato del diametro di circa 128.75 km, con una massa di circa 500 trilioni di tonnellate. Questo la rende più grande del Rhode Island e centinaia di migliaia di volte più massiccia delle tipiche comete scoperte nei pressi del Sole. Sta viaggiando verso il Sistema Solare interno a circa 35405.6 km/h, ma non passerà troppo vicina alla Terra: nel 2031 arriverà a circa 1.61 miliardi di chilometri di distanza dal Sole. Corriamo qualche pericolo?

Assolutamente no! Basta pensare che la Luna e il Sole si trovano rispettivamente a circa 384000 e 150 milioni di chilometri da noi e non ci sono ancora caduti in testa.

La cometa Bernardinelli – Bernstein ha una temperatura bassissima: circa -211°C. Nonostante le condizioni siano così gelide, il monossido di carbonio riesce a sublimare e a produrre la chioma. La cometa segue un’orbita lunga ed ellittica, con un periodo di circa 3 milioni di anni.

A presto!

Sara

La cometa Bernardinelli – Bernstein (Image credits: NASA)

Chi Vuol Essere Imperatore dell’Impero Galattico

Mega ciao!

CHI VUOL ESSERE IMPERATORE DELL’IMPERO GALATTICO: SOLUZIONE E CLASSIFICA

Vi avevo chiesto cosa possiamo dire sulle supernovae di Tipo II. Le risposte corrette sono due: sono sempre originate da stelle massicce e la luminosità dopo il picco è prodotta dai decadimenti radiativi (C e D).

Infatti, le supernovae di Tipo II sono prodotte dalla morte di stelle dalle 8 masse solari in su che, alla fine della loro vita, espellono in modo esplosivo gli strati dell’inviluppo. Il nucleo diventerà una stella di neutroni o un buco nero, a seconda della massa iniziale. Nelle supernovae di Tipo II la luminosità iniziale è prodotta dall’onda d’urto dell’esplosione. Invece, nei mesi e anni successivi la luminosità è data dai decadimenti radiativi degli isotopi presenti. Ad esempio, nella supernova SN 1987A dopo il picco la curva di luce è dominata dal decadimento del cobalto-56 in ferro-56, con un tempo di dimezzamento di 77 giorni. Il decadimento del cobalto-57 produce un altro pezzo della curva di luce. Oggi, a più di 30 anni dall’esplosione, la curva di luce è dominata dal decadimento del titanio-44.

Nell’immagine trovate la classifica. Vi ricordo che mancano solo 2 domande alla conclusione del gioco. Presto qualcuno di voi si ribellerà all’Imperatore Palpatine. Grazie per aver giocato con noi!

A presto!

Sara

Finalmente si riparte!

Mega ciao!

Novità in arrivo! Pronti?

Finalmente, dopo due anni di assenza dalle scene causa pandemia, tornano le conferenze astronomiche organizzate dal nostro gruppo. E anche questo giro abbiamo ospiti d’eccezione! Il 6 maggio alle ore 21:00 il Dott. Paolo Ochner, astronomo e divulgatore presso l’Osservatorio di Asiago, vi porterà fuori dal Sistema Solare per scoprire “I colori delle stelle”. Forte vero? Vedrete un sacco di spettri e curiosità interessanti!

Per partecipare all’evento per favore prenotate. Ovviamente la conferenza è gratuita, ma il covid gira ancora….rispettare le regole significa proteggere tutti!

Per prenotazioni inviate una mail all’indirizzo

astrofilidischio@gmail.com

Buon divertimento!

A presto!

Sara

CHI VUOL ESSERE IMPERATORE DELL’IMPERO GALATTICO: SOLUZIONE E CLASSIFICA

Mega ciao!

CHI VUOL ESSERE IMPERATORE DELL’IMPERO GALATTICO: SOLUZIONE E CLASSIFICA

Vi avevo chiesto in che banda dello spettro elettromagnetico conviene osservare se vogliamo studiare regioni nei pressi o oltre il centro della Via Lattea. La risposta corretta è: nell’infrarosso (B). Infatti, se osserviamo in direzione del centro Galattico aumenta la quantità di mezzo interstellare, cioè di nuvole di gas e polvere. Cosa fanno le nebulose?

Assorbono la maggior parte della luce visibile che arriva da sorgenti poste dietro, impedendone la visione. Se osserviamo nell’infrarosso invece riusciamo a vedere oltre le nubi. Un esempio lampante (anche se non è proprio in direzione del centro galattico, ma il processo in gioco è lo stesso) è l’immagine di M16, la nebulosa dell’aquila situata nella costellazione del Serpente, ripresa in ottico e nell’infrarosso. Si vede chiaramente che nell’infrarosso l’assorbimento sparisce quasi completamente e compaiono una miriade di stelle.

Qui sotto trovate la classifica. Alcuni di voi sono diventati Darth, cioè dei veri e propri Sith. Complimenti! Grazie per aver giocato con noi. La prossima settimana giocherete per 150000 crediti galattici. Che la forza sia con voi!

A presto!

Sara

Earendil: la stella più distante

Mega ciao!

La notizia spettacolare pubblicata dalla NASA riguarda la scoperta della stella più distante mai osservata! Si trova ad un redshift z=6.2, cioè la sua luce è partita 12.9 miliardi di anni fa. La stella è stata chiamata Earendel, nome preso dal Signore degli Anelli (noi astronomi siamo nerd), ed è stata scoperta grazie al fenome del lensing gravitazionale. In pratica, tra noi e questa stella c’è un ammasso di galassie la cui massa è talmente grande da curvare la struttura dello spaziotempo. Anche la luce viene influenzata da questa curvatura, pertanto non va più in linea retta e viene amplificata. In questo modo è possibile osservare oggetti lontanissimi, che sarebbero altrimenti inosservabili. Se le stime sono corrette Earendel aveva una massa di 50 masse solari, cioè era 50 volte più massiccia del Sole. Perchè dico era?

Semplice: stelle così massicce evolvono in tempi molto brevi, quindi è sicuramente esplosa 12.9 miliardi di anni fa. Perchè è importante questa scoperta?

Se confermata, significa che abbiamo osservato una stella di Popolazione III, cioè una delle prime stelle formate quando nell’Universo non c’erano metalli. Era quindi composta solamente da idrogeno ed elio. Lo studio di queste stelle può gettare nuova luce sui processi di formazione ed evoluzione stellare nell’Universo giovane e confermare le teorie attuali. Come confermare la scoperta?

Il James Webb Space Telescope sarà fondamentale. Rimaniamo quindi in attesa di altre sensazionali scoperte.

A presto!

Sara

Earendel (Image credits: NASA)

Esopianeti: il conto sale

Mega ciao!

Notizia bomba pubblicata giusto ieri, perchè per noi astronomi quasi ogni giorno è Natale. Abbiamo superato i 5000 esopianeti confermati!!! Anzi, siamo già a 5005, di cui 203 scoperti da TESS. Ovviamente non ci fermiamo qui! TESS sta scandagliando la volta celeste alla ricerca di pianeti extrasolari e nel suo archivio ha già altri 5459 candidati in attesa di conferma. La cosa forte è che tra i fantastici 5005 ce ne sono diversi in fascia di abitabilità, cioè in quella regione del loro sistema planetario in cui le temperature sono tali da permettere la presenza di acqua liquida. Questi pianeti saranno tra i primi oggetti ad essere analizzati dal James Webb Space Telescope. Adesso vi starete chiedendo perchè tornare su questi oggetti. La risposta è semplice: con il James Webb riusciremo ad osservare le atmosfere dei pianeti e a capire se sia presente della vegetazione. Forte vero? Quanti alberi di Natale alieni troveremo secondo voi?

A presto!

Sara

Image credits: NASA

Chi Vuol Essere Imperatore dell’Impero Galattico: Soluzione e Classifica

Mega ciao!

CHI VUOL ESSERE IMPERATORE DELL’IMPERO GALATTICO: SOLUZIONE E CLASSIFICA

Vi avevo chiesto cosa possiamo usare per stimare la massa o la distribuzione di materia oscura in un ammasso di galassie. Le risposte corrette sono: le lenti gravitazionali deboli e il gas caldo (B e D).Come funzionano? Sapete che la teoria della relatività generale dice che grandi masse deformano la struttura dello spaziotempo e deflettono la luce. Negli ammassi di galassie se vedete che le varie sorgenti sono schiacciate e allineate verso una certa direzione in modo statisticamente significativo allora state osservando una lente gravitazionale debole. Con questo fenomeno potete ricavare una stima della distribuzione di materia oscura.

Adesso passate ai raggi X. In questa banda dello spettro potete osservare l’emissione del gas caldo presente nell’ammasso. Un esempio lampante è il caso del Bullet Cluster. Qui si vede chiaramente che il gas caldo non segue la distribuzione della materia luminosa. Di conseguenza c’è più massa di quella che vediamo. Studiando il gas caldo possiamo avere quindi una stima della massa di materia oscura e di com’è distribuita all’interno dell’ammasso.

Qui sotto trovate la classifica. A 70000 punti diventerete apprendisti Sith. Grazie per aver giocato con noi!

A presto!

Sara