Europa come non l’avete mai vista

Mega ciao!

A quanto pare non sono solo le immagini riprese dall’Hubble e dal James Webb a farmi piangere. Adesso ci si mette anche la sonda Juno. Ieri ha fatto un flyby di Europa, che l’ha portata ad appena 352 km dalla superficie ghiacchiata del satellite. Nell’immagine potete vedere una regione situata nei pressi dell’equatore, chiamata Annwn Regio. La sonda ha ripreso un cratere da impatto e un sacco di caratteristiche superficiali molto interessanti, come le evidenti spaccature della crosta ghiacciata. Durante il flyby la sonda ha ottenuto le immagini a più alta risoluzione mai realizzate per questa luna e dati sulla struttura della crosta di ghiaccio, la composizione superficiale, la ionosfera e l’interazione di Europa con la magnetosfera di Giove. Questi sono risultati impressionanti. Volete saperne di più?

Sono aperte, fino ad esaurimento posti, le iscrizioni al nostro Corso Base di Astronomia Online che partirà il 26 ottobre. Per informazioni scrivetemi su messenger o su whatsapp al numero 3290689207. Per iscrivervi inviate una mail all’indirizzo astrofilidischio@gmail.com entro il 10 ottobre.

A presto!

Sara

Europa (Image credits: NASA)

Uno scudo per le Nubi di Magellano

Mega ciao!

La Grande e la Piccola Nube di Magellano sono due galassie satellite della Via Lattea. Si trovano rispettivamente a circa 158000 e 200000 anni luce di distanza da noi. Hanno entrambe delle forme un po’ strane perchè piano piano la Via Lattea se le sta mangiando. Nonostante stiano perdendo materiale a favore della nostra galassia, le due Nubi di Magellano presentano formazione stellare attiva, cioè stanno continuando a formare nuove stelle. Questa è una cosa molto strana, che fino a pochissimo tempo fa risultava totalmente inspiegabile. Un recentissimo studio ha finalmente trovato la soluzione al problema. Le due galassie sono circondate da una corona, un alone diffuso composto da gas caldo che si estende fino a 100000 anni luce oltre il corpo principale di stelle e mezzo interstellare che le forma. Questo gas è elettricamente carico e fa da scudo alle due nubi, impedendo che la loro riserva di gas si disperda nello spazio. L’esistenza della corona era stata prevista dalle simulazioni al computer fatte dagli astronomi, ma ci sono voluti parecchi anni e lo studio di 30 anni di immagini d’archivio per riuscire a scoprirla fisicamente. La corona dovrebbe essere il residuo della nube di gas primordiale che è collassata a formare le galassie miliardi di anni fa. Volete saperne di più?

Sono aperte, fino ad esaurimento posti, le iscrizioni al nostro Corso Base di Astronomia Online in partenza a fine ottobre. Per informazioni scrivetemi su messenger o su whatsapp al numero 3290689207. Per iscrivervi inviate una mail all’indirizzo astrofilidischio@gmail.com entro il 10 ottobre.

A presto!

Sara

Image credits: NASA

Corso Base di Astronomia

Mega ciao!

Siete appassionati di astronomia e volete imbarcarvi in un viaggio alla scoperta dell’Universo? Salite sulla nostra astronave e partite con noi! Io, Alice Sella e Francesca Lucertini vi porteremo dalla Terra allo spazio profondo tra archeoastronomia, le caratteristiche dei telescopi e come usarli per l’osservazione astronomica, le caratteristiche dei pianeti viste attraverso le migliori immagini riprese dalle sonde, le stelle e la loro evoluzione, la ricerca di pianeti extrasolari e come si collega con l’astrobiologia, la scoperta e le caratteristiche delle altre galassie. Concluderemo il corso con una lezione sui buchi neri.

Le 8 lezioni si svolgeranno su Zoom ogni mercoledì sera alle ore 21:00 a partire dal 26 ottobre. Per informazioni scrivetemi su messenger o su whatsapp al numero

3290689207.

Per iscrivervi inviate una mail all’indirizzo

astrofilidischio@gmail.com

entro il 10 ottobre (iscrizioni aperte fino ad esaurimento posti).

A presto!

Sara

Impatto avvenuto

Mega ciao!

Questa è l’ultima immagine ripresa dalla sonda DART prima dell’impatto con Dimorphus, la piccola luna dell’asteroide Didymos. La missione aveva come obiettivo quello di deviare la traiettoria del satellite. Perchè?

Gli asteroidi e le comete potenzialmente pericolosi per la Terra sono tanti. Prima o poi è logico che uno di questi oggetti possa entrare in rotta di collisione col nostro pianeta. Ci serve quindi un piano per evitare l’estinzione.

Lo schianto di DART è avvenuto con successo. Nei prossimi tempi gli astronomi monitoreranno l’orbita di Dimorphus per vedere se la missione sia effettivamente riuscita. Ci si aspetta che l’impatto abbia accorciato l’orbita dell’1%, ovvero 10 minuti.

Vi ricordo che sono aperte, fino ad esaurimento posti, le iscrizioni al nostro Corso Base di Astronomia Online in partenza quest’autunno. Le 8 lezioni si svolgeranno su Zoom ogni mercoledì sera alle ore 21:00 a partire dal 26 ottobre. Per informazioni scrivetemi su messenger o su whatsapp al numero 3290689207. Per iscrivervi inviate una mail all’indirizzo astrofilidischio@gmail.com entro il 10 ottobre.

A presto!

Sara

L’ultima immagine di Dimorphus ripresa dalla sonda DART prima dell’impatto (Image credits: NASA)

Chi Vuol Essere Imperatore dell’Impero Galattico: Soluzione e Classifica

Mega ciao!

CHI VUOL ESSERE IMPERATORE DELL’IMPERO GALATTICO: SOLUZIONE E CLASSIFICA

Vi avevo chiesto quanti dovrebbero essere i pianeti abitabili nella Via Lattea secondo un recente studio basato sui dati di Kepler. La risposta corretta è: 300 milioni (risposta d). Kepler è stato un telescopio spaziale con l’unico obiettivo di cercare pianeti extrasolari monitorando la luminosità di circa 148000 stelle situate tra le costellazioni della Lira, del Cigno e del Drago. Statisticamente parlando, basandoci sui dati di questa missione troviamo che considerando pianeti con un raggio compreso tra 0.5 e 1.5 raggi terrestri, orbitanti attorno a stelle simili al Sole, i pianeti abitabili sono 300 milioni. Nell’immagine potete vedere la classifica. Domenica giocherete per 1500 crediti galattici.

Se volete saperne di più sui pianeti extrasolari vi ricordo che sono aperte, fino ad esaurimento posti, le iscrizioni al nostro Corso Base di Astronomia Online. Per informazioni scrivetemi su messenger o su whatsapp al numero 3290689207. Per iscrivervi inviate una mail all’indirizzo astrofilidischio@gmail.com entro il 10 ottobre.

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Sara

Notizie da Juno

Mega ciao!

Vi ricordate la sonda Juno? Qualche anno fa è arrivata su Giove e ha prodotto delle immagini eccezionali. Tra le più famose troviamo quelle dei poli del pianeta gigante, in cui i cicloni blu sembrano essere stati pitturati da un Van Gogh spaziale. In questa foto ripresa nel 2021 potete vedere Europa, uno dei quattro satelliti scoperti da Galileo Galilei con il suo piccolo telescopio. La settimana prossima, esattamente il 29 settembre alle ore 5:36 EDT, Juno farà un passaggio ravvicinato (fly-by) di Europa. In particolare, passerà ad appena 358 km dalla superficie ghiacciata di questa luna. La sonda riprenderà immagini ad alta risoluzione di alcune regioni e raccoglierà dati sull’interno del satellite, la sua composizione superficiale, la ionosfera e la sua interazione con la magnetosfera di Giove. Tutte queste informazioni saranno fondamentali in vista della missione Europa Clipper, il cui lancio è previsto per il 2024. Cosa scoprirà e perchè mandare una sonda ad esplorare proprio questo satellite?

Lo scoprirete durante il nostro Corso Base di Astronomia Online in partenza quest’autunno. Le 8 lezioni si svolgeranno su Zoom ogni mercoledì sera alle ore 21:00 a partire dal 26 ottobre. Per informazioni scrivetemi su messenger o su whatsapp al numero 3290689207. Per iscrivervi mandate una mail all’indirizzo astrofilidischio@gmail.com entro il 10 ottobre (iscrizioni aperte fino ad esaurimento posti).

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Sara

Europa ripresa dalla sonda Juno il 16 ottobre 2021 (Image credits: NASA)

Bolle di gas per Sgr A*

Mega ciao!

Vi ricordate che qualche mese fa è stata pubblicata l’immagine del buco nero situato al centro della nostra galassia? Oggi Sgr A* torna a far parlare di sè. Gli astronomi hanno individuato una bolla di gas caldo in orbita attorno al buco nero. Questa è una scoperta molto interessante in quanto ci permette di capire meglio l’ambiente del nostro buco nero supermassiccio. Quali sono le caratteristiche di Sgr A*?

Situato nella costellazione del Sagittario a circa 8000 parsec di distanza da noi, Sgr A* è un buco nero supermassiccio con una massa di circa 4.1 milioni di masse solari. Cosa vediamo nell’immagine?

E’ il risultato di dati ottenuti da diversi radiotelescopi e combinati con una tecnica chiamata interferometria. Qui si può vedere l’ombra del buco nero proiettata su disco di accrescimento. La linea bianca tratteggiata indica l’orbita della bolla di gas caldo appena scoperta. Quest’orbita ha dimensioni simili a quella di Mercurio, però la bolla di gas la percorre molto più velocemente. Pensate che ci mette solamente 70 minuti. Questo significa che sta viaggiando ad una velocità pazzesca: circa il 30% di quella della luce. Volete saperne di più?

Una delle lezioni del Corso Base di Astronomia Online sarà dedicata ai buchi neri. Il corso inizierà il 26 ottobre. Le iscrizioni sono aperte fino ad esaurimento posti. Per informazioni scrivetemi su messenger o su whatsapp al numero 3290689207. Per iscrivervi inviate una mail all’indirizzo astrofilidischio@gmail.com

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Sara

L’orbita della bolla di gas attorno a Sgr A* (Image credits: ESO)

Concorso NameExoWorlds

Mega ciao!

Pronti per la grande novità? Sono nel comitato nazionale per la campagna NameExoWorlds! Cos’è?

E’ un concorso organizzato dall’International Astronomical Union. Negli ultimi anni sono stati scoperti sempre più pianeti extrasolari (abbiamo superato i 5000), ma i loro nomi sembrano scritti da un gatto che saltella a caso sulla tastiera del computer. Serve quindi l’aiuto del pubblico per trovare dei bei nomi da dare ad un esopianeta e alla sua stella. Questo giro l’IAU ha selezionato 20 sistemi planetari talmente interessanti che saranno studiati presto dal James Webb Space Telescope. Come partecipare al concorso?

Entro l’11 novembre dovrete inviare la vostra proposta. Scegliete uno dei 20 sistemi planetari, formate un gruppo composto da due o più persone (proposte di singoli non verranno accettate), organizzate un evento pubblico in cui parlate di esopianeti (può essere una conferenza, un’osservazione astronomica, un evento online…) e spremetevi le meningi per trovare un due bei nomi (ovviamente collegati tra loro): uno per l’esopianeta e uno per la sua stella.

Trovate tutte le modalità di partecipazione e le regole per la scelta dei nomi nel sito qui sotto. Scatenatevi!

Anelli nettuniani per il James Webb

Mega ciao!

Benvenuti ad una nuova puntata di “Vedo un’immagine ripresa dal James Webb, mi emoziono e piango”. Questo giro il telescopio spaziale ci regala Nettuno nel vicino infrarosso. Il pianeta appare molto diverso rispetto alle immagini ottiche a cui siamo abituati. Intanto non è blu. Il metano che lo compone assorbe la luce rossa ed infrarossa, rendendo il pianeta scuro a queste lunghezze d’onda. Le macchie più luminose sono dovute alla presenza di nuvole ad alta quota, che riflettono la luce solare prima che venga assorbita dal metano. In questa foto si possono vedere anche 7 delle 14 lune di Nettuno. In particolare troviamo Galatea, Naiad, Thalassa, Despina, Proteus, Larissa e Tritone. La luce di quest’ultimo supera di gran lunga quella del suo pianeta in quest’immagine. Tritone è il satellite più grande di Nettuno ed è un po’ particolare. orbita attorno al suo pianeta con moto retrogrado. Molto probabilmente non è sempre stato una luna, ma era un oggetto della fascia di Kuiper che è stato catturato dal campo gravitazionale di Nettuno. L’ultima incredibile caratteristica di quest’immagine è la presenza evidente degli anelli del pianeta. Il sistema di anelli è stato fotografato per la prima volta dalle missioni Voyager, in quanto è molto più debole rispetto a quello di Saturno. Il James Webb ha messo a segno un altro colpo eccezionale: questa è infatti la prima volta che gli anelli di Nettuno vengono osservati nell’infrarosso.

Vi ricordo che sono aperte le iscrizioni al nostro Corso Base di Astronomia Online in partenza quest’autunno. Le 8 lezioni si svolgeranno su Zoom ogni mercoledì sera alle ore 21:00 a partire dal 26 ottobre. Per informazioni scrivetemi su messenger o su whatsapp al numero 3290689207. Per iscrivervi inviate una mail all’indirizzo astrofilidischio@gmail.com al più presto (iscrizioni aperte fino ad esaurimento posti).

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Sara

Nettuno (Image credits: NASA)

Impatto imminente

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Il piccolo puntino luminoso al centro del cerchio azzurro è Didymos, uno dei tanti asteroidi che vanno a spasso nel nostro Sistema Solare. Sebbene non sia tra i più grandi (ha un diametro di meno di un chilometro) sta diventando parecchio famoso e la sua fama è destinata ad aumentare sempre di più nei prossimi giorni. Infatti, Dydimos e la sua luna sono l’obiettivo di DART (Double Asteroids Redirection Test). Questa missione rappresenta il primo test della tecnica di impatto cinetico nell’ambito della difesa planetaria dagli asteroidi ed è importantissima perchè, sebbene Didymos sia piccolo e non rappresenti una minaccia per la Terra, presto o tardi un asteroide potrebbe trovarsi in rotta di collisione col nostro pianeta. Meglio quindi essere pronti. L’impatto con la luna Dimorphus è previsto per le 19:14 EDT del 26 settembre e potrete seguirlo in diretta nel sito della NASA.

Vi ricordo che sono aperte le iscrizioni al nostro Corso Base di Astronomia Online in partenza quest’autunno. Le 8 lezioni si terranno su Zoom ogni mercoledì sera alle ore 21:00 a partire dal 26 ottobre. Per informazioni scrivetemi su messenger o su whatsapp al numero 3290689207. Per iscrivervi inviate una mail al più presto all’indirizzo astrofilidischio@gmail.com (iscrizioni aperte fino ad esaurimento posti).

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Sara

Didymos (Image credits: NASA)