Verso la ISS con la missione Demo-2

Mega ciao!
Tra poco più di 13 ore potrete assistere ad un evento pazzesco! Per la prima volta da quando lo Space Shuttle è andato in pensione due astronauti saranno lanciati nello spazio dall’America. La missione Demo-2 è una collaborazione tra la NASA e SpaceX e prevede di portare gli astronauti Robert Behnken e Douglas Hurley sulla Stazione Spaziale Internazionale. Partiranno dalla Florida a bordo di una navicella Dragon sparata dal fighissimo Falcon 9. La cosa interessante del razzo utilizzato per spedire gli astronauti nello spazio è che è perfettamente riciclabile. Il Falcon 9, una volta portato il suo carico a destinazione, viene fatto rientrare in atmosfera terrestre e atterra in piedi (qui sotto trovate il video….guardatelo! E’ bellissimo!!!). Questa missione è molto importante e delicata. Infatti gli astronauti testeranno per la prima volta i sistemi della navicella Dragon in orbita attorno alla Terra. Potete considerare la loro missione come l’equivalente dell’Apollo 7, in cui gli astronauti hanno testato tutti i sistemi del modulo di comado in orbita attorno alla Terra. Speriamo però che la loro missione vada un po’ meglio. Infatti durante la missione Apollo 7 ci sono stati un po’ di problemi: il comandante aveva raffreddore e mal di testa quindi ha dormito tutto il tempo, ha passato il raffreddore agli altri due e alla NASA hanno deciso di testare un nuovo tipo di cibo, che per essere mangiato doveva essere idratato con l’acqua della navicella. Questa però conteneva troppo gas, quindi è venuto il mal di pancia a tutti. La NASA continuava a dare ordini e i poveri astronauti non ce la facevano più. Inutile dire che si sono ammutinati, come il buon vecchio Capitan Barbossa.
La durata della missione Demo-2 sarà stabilita dopo che gli astronauti saranno arrivati sulla Stazione Spaziale Internazionale. La navicella Dragon può rimanere in orbita per 110 giorni, quindi gli astronauti potranno stare nello spazio un bel po’ di tempo. La missione è un perfetto trampolino di lancio per i piani futuri della NASA e di SpaceX, ovvero per le missioni Artemis, che porteranno all’allunaggio nel 2024, e per le missioni su Marte.
Potrete seguire il lancio in diretta sul sito della NASA.
A presto!

Sara

SOLUZIONE ASTROQUIZ 10: la velocità della luce nel vuoto

Mega ciao!
SOLUZIONE ASTROQUIZ 10
Vi avevo chiesto se la velocità della luce nel vuoto è la stessa per ogni osservatore. La risposta corretta è: vero! So che questo può sembrare un po’ strano perchè dalle lezioni di fisica del liceo abbiamo imparato come Galileo e Newton calcolavano la velocità relativa di due corpi. In particolare supponiamo di avere due osservatori: Case è fermo nel suo sistema di riferimento mentre Tars è in moto con velocità u. Supponiamo che Tars lanci una pallina con velocità v. La velocità della pallina relativa a Case V sarà:
V = u + v.
Vediamo quindi che le velocità si sommano. Se invece di avere una pallina abbiamo un fotone, che quindi viaggia alla velocità della luce, da questo discorso sembrerebbe ovvio che la velocità del fotone relativa a Case sia:
V = u + c.
Questo però è assurdo! Infatti sappiamo che non esiste niente che può viaggiare a velocità superiore a quella della luce. I fisici nel tempo hanno ideato diversi esperimenti per provare che la luce viaggia a diverse velocità a seconda della direzione. Infatti visto che Maxwell aveva dimostrato che la luce è un’onda pensavano che avesse bisogno di un mezzo nel quale propagarsi, esattamente come accade per il suono. Quando parlate mettete in vibrazione le corde vocali. L’onda prodotta mette in vibrazione le particelle presenti nell’aria e si propaga fino a raggiungere l’orecchio di chi vi sta ascoltando. Nel vuoto non ci sono particelle da mettere in vibrazione, quindi se faceste esplodere una navicella spaziale non sentireste alcun suono. I fisici dunque supponevano che la Terra fosse immersa in un mezzo, chiamato etere, che permetteva la propagazione della luce. Si aspettavano quindi che la sua velocità fosse diversa quando si muoveva nella stessa direzione del moto della Terra rispetto a quando si muoveva perpendicolarmente ad esso. Questo è quello che hanno cercato di provare con l’esperimento di Michelson e Morley, ma non hanno trovato differenze nelle due velocità.
Come risolvere il problema? E’ arrivato zio Albert Einstein che, con la formulazione della teoria della relatività speciale, ci ha fornito una nuova legge fisica fondamentale: la velocità della luce ha un valore fissato, che chiamiamo c. Dal principio di relatività segue che ogni osservatore che misuri la velocità della luce troverà sempre lo stesso valore. Questo è vero anche se due osservatori si muovono l’uno rispetto all’altro e misurano la velocità dello stesso raggio di luce. Se andiamo a velocità prossime a quelle della luce infatti la formula per trovare la velocità relativa è un po’ diversa rispetto a quella che usavano Newton e Galileo. La composizione delle velocità in questo caso è:
V = (u + v) / (1 + uv / c^2)
La cosa interessante di questa formula è che nel limite in cui u e v siano velocità piccole rispetto a quella della luce fornisce il risultato di Galileo e Newton. Infatti il termine
uv / c^2 quando u e v sono piccole tende a 0.
A presto!

Sara

Buon secondo anniversario!

Mega ciao!
Due anni fa non stavo più nella pelle. Mi stavo preparando per andare alla stazione di Vicenza a prendere il Prof. Kip Thorne #sempresialodato, premio Nobel per la Fisica 2017 per la scoperta delle onde gravitazionali. Vi posso assicurare che quando l’ho visto scendere dal treno non riuscivo a crederci! E’ stato un sogno diventato realtà! Lui è il mio idolo! Kip è venuto a Schio per il 40° anniversario del nostro gruppo e ha tenuto una conferenza pazzesca davanti a 875 persone. Non è stata una cosa semplice da organizzare. Abbiamo cominciato quasi un anno prima con la ricerca degli sponsor (che ringrazio ancora tantissimo) e, dato che è una cosa che capita una volta nella vita, abbiamo deciso di fare le cose per bene noleggiando l’impianto di traduzione simultanea con le cuffie per tutti. Ne è uscito un evento spettacolare e Kip è stato così gentile da fermarsi dopo la conferenza a fare autografi e foto con tutti! Grazie ancora Kip e grazie a tutti i partecipanti a quella serata memorabile! Se volete rivivere le emozioni del 23 maggio 2018 qui sotto trovate il link della conferenza 😉
A presto!

Sara

Sognando la Luna

Mega ciao!
Tutti pronti per la diretta di stasera? Vi aspetto sulla pagina Facebook del Gruppo Astrofili di Schio alle ore 18:00 per parlare del grande sogno che ha portato l’uomo sulla Luna!
A dopo!

Sara

SOLUZIONE ASTROQUIZ 9: dove troviamo i buchi neri?

Mega ciao!
SOLUZIONE ASTROQUIZ 9
Vi avevo chiesto dov’è più probabile trovare un buco nero. La risposta giusta è: nell’alone galattico. Infatti nei pressi del Sistema Solare, cioè ad alcuni anni luce di distanza, al momento non ne sono stati scoperti. L’alone galattico è formato da stelle molto vecchie che spesso si raggruppano a formare ammassi globulari, cioè insiemi di centinaia di migliaia di stelle che vediamo molto vicine in una struttura praticamente sferica. Negli ammassi globulari, che sono molto densi, è possibile che si siano formati sistemi binari di buchi neri. Questi oggetti collassati possono trovarsi in sistemi instabili, perdere momento angolare, spiraleggiare l’uno verso l’altro e infine fondersi tra loro. Il rinculo prodotto dalla fusione può far superare all’oggetto risultante la velocità di fuga dall’ammasso e scagliarlo quindi nell’alone galattico. La cosa interessante è che questi buchi neri, che vagano per conto loro nell’alone, risultano molto difficili da individuare. Come mai? Beh, i buchi neri sono neri. Se durante l’epulsione dall’ammasso non si sono trascinati dietro un po’ di gas o qualche stella risulterà impossibile riuscire ad individuarli. Vi ricordo infatti che i buchi neri vengono individuati con metodi indiretti, cioè non si osserva direttamente l’oggetto ma gli effetti che ha sull’ambiente circostante. Tantissimi buchi neri vengono individuati grazie all’emissione in banda X del disco di accrescimento, un disco di gas e polvere che spiraleggia verso in buco nero e raggiunge temperature elevatissime nelle regioni interne. Un altro metodo per scoprire i buchi neri è osservare le orbite delle stelle: se una stella compie un’orbita ellittica attorno ad un punto in cui non c’è nulla, in base ai parametri orbitali potete calcolare la massa all’interno dell’orbita stessa. In questo modo è stato scoperto che al centro della nostra galassia c’è un buco nero supermassiccio, con una massa di circa 3 milioni e 610 mila masse solari.
Vi ricordo che domani alle 18:00 ci sarà un altro Astro Aperitivo in diretta Facebook. Questo giro vi parlerò delle scoperte fatte negli ultimi 30 anni dal Telescopio Spaziale Hubble.
Vi aspetto numerosi!
A presto!

Sara

Sgr A*, il buco nero al centro della Via Lattea, e i suoi dintorni (Image credits: NASA)

Il buco nero più vicino mai osservato!

Mega ciao!
Pronti per la notizia bomba? E’ stato scoperto il buco nero più vicino alla Terra mai osservato! E’ situato nel sistema triplo HR 6819 nella costellazione del Telescopio a soli 1000 anni luce di distanza. La scoperta è stata fatta durante lo studio di un sistema binario, cioè di due stelle talmente vicine da essere legate gravitazionalmente l’una all’altra. Gli astronomi si sono accorti che le orbite delle due stelle erano un po’ strane: una delle due orbitava attorno ad un punto in cui non si vedeva assolutamente niente in circa 40 giorni. In base ai parametri orbitali è stato possibile calcolare la massa dell’oggetto che è risultata di circa 4 masse solari. Questo può essere solamente un bellissimo buco nero, che se ne sta lì tranquillo senza interagire mangiare la materia delle stelle compagne! Il fatto che il buco nero sia quiescente e, quindi, proprio nero, conferma che nella Via Lattea potrebbero esistere un sacco di buchi neri che giocano a nascondino. Questa scoperta fa supporre che anche un altro sistema, chiamato LB-1, potrebbe ospitare un buco nero. Fantastico!
A presto!

Sara

Rappresentazione artistica del sistema HR 6819 (Image credits: ESO)

SOLUZIONE ASTROQUIZ 8: i buchi bianchi

Mega ciao!
SOLUZIONE ASTROQUIZ 8
Vi avevo chiesto se esistono i buchi bianchi. Erika nei commenti ha scritto che non sapeva cosa votare per dei motivi che vedremo tra un po’. In effetti era una domanda trabocchetto! La risposta non è nè si nè no, ma è BOH! Infatti i buchi bianchi sono previsti dalla teoria della relatività e sono una delle soluzioni delle equazioni di Einstein. Ma cosa sono questi buchi bianchi? Sapete tutti che nello spazio esistono i buchi neri, oggetti talmente massicci che deformano moltissimo la struttura dello spazio-tempo e non lasciano scappare nemmeno la luce. Potete considerarli come dei sensi unici spaziali: una volta arrivati in prossimità di un buco nero potete tranquillamente entrarci (attenzione che se ne scegliete uno formato dal collasso di una stella morirete malissimo), ma non potete uscire. I buchi bianchi sono sempre dei sensi unici spaziali ma che vanno nel verso opposto: qualsiasi cosa può uscire da un buco bianco ma non può entrarci! E’ stato ipotizzato che buchi neri e buchi bianchi siano collegati dal ponte di Einstein-Rosen, quindi la materia entrerebbe nei primi per uscire dai secondi. Forte vero? Peccato che i buchi bianchi non siano ancora stati osservati! Esistono quindi matematicamente ma non sono ancora stati scoperti fisicamente.
A presto!

Sara

Avviso diretta bambini

Mega ciao!
Vi è piaciuta la diretta di ieri? Spero che vi siate divertiti quanto me!
Vi ricordo che domani alle ore 15:00 ci sarà la diretta dedicata ai bambini, in cui la presentazione in power point sarà composta dai loro disegni che rappresentano una domanda astronomica. Vi avviso però che, dato il grande numero di domande e disegni arrivati, non riuscirò a rispondere a tutti altrimenti servirebbe una diretta di 3 ore. Ma non disperatevi! Ci tengo a risponde a tutti perchè sono stati veramente bravi! I loro disegni mi piacciono un sacco e le loro domande spaccano! Pertanto triplichiamo le date delle direttte dedicate ai più piccoli! Le prossime date saranno:
– 10 maggio ore 15:00
– 24 maggio ore 15:00
Adesso pubblico anche gli eventi!
Se avete domande/richieste al riguardo scrivetemi o telefonatemi al numero 3290689207.
Vi chiedo di chiedere scusa da parte mia ai bambini se non riuscirò a rispondere alla loro domanda questa domenica….non mi aspettavo una così grande partecipazione e nemmeno domande così toste! Se hanno voglia di fare altri disegni o hanno altre domande mandatemi tutto nei prossimi giorni (anche entro il 22 maggio va bene). Nel caso in cui arrivino una valanga di disegni aumenterò ancora le date! Vi ringrazio e soprattutto ringrazio i bambini che hanno deciso di partecipare!
A presto!

Sara

Gli Astro Aperitivi continuano!

Mega ciao!
Avete visto i nuovi eventi pubblicati? Facciamo un riassunto. Gli Astro Aperitivi in diretta Facebook si arricchiscono di nuove date e argomenti appassionanti che vi accompagneranno da qui fino al 26 giugno. Come da programma domani parleremo di “Balle Spaziali”, domenica faremo la diretta dedicata ai bambini e venerdì 8 maggio andremo avanti con “Esplosioni spaziali e cadaveri stellari”. I nuovi appuntamenti del venerdì invece sono:
– 15 maggio, ore 18:00, “Hubble Space Telescope: 30 anni di scoperte”
– 22 maggio, ore 18:00, “Sognando la Luna”
– 29 maggio, ore 18:00, “Nebulose o galassie, questo è il dilemma!”
– 5 giugno, ore 18:00, “Ondaaaa energeticaaaa: dai buchi neri alle onde gravitazionali” (il titolo nella sezione eventi è leggermente diverso perchè non ci stava😅)
– 12 giugno, ore 18:00, “Il Sole come non l’avete mai visto”
– 19 giugno, ore 18:00, “Fabbriche di stelle e culle di pianeti”
– 26 giugno, ore 18:00, “Verso Marte con zio Elon”
Oltre a queste date vi propongo il mio “Space news”, un telegiornale spaziale che vi terrà aggiornati sulle nuove scoperte astronomiche. Al momento “Space news” sarà la domenica pomeriggio alle ore 15:00 nelle seguenti date:
17 e 31 maggio e 14 giugno.
Trovate tutte le date e i dettagli di questi aperitivi astronomici nella sezione eventi.
Vi aspetto numerosissimi!
A presto!

Sara

SOLUZIONE ASTROQUIZ 7: le distanze delle galassie

Mega ciao!
SOLUZIONE ASTROQUIZ 7
Vi avevo chiesto come si trova la distanza di una galassia. La risposta corretta tra quelle elencate è: con il redshift. Infatti con la parallasse è possibile misurare la distanza solamente delle stelle più vicine, fino a circa 500 parsec. Cos’è il redshift e come lo possiamo utilizzare per calcolare la distanza di un oggetto? Il redshift è definito come lo spostamento verso il rosso delle righe spettrali. Ora facciamo un passo indietro. Lo spettro di un oggetto si ottiene facendo passare la sua luce attraverso uno spettrografo. Quello che si nota è che la luce si scompone nei colori dell’arcobaleno, ma in alcuni punti si formano delle righe scure. Queste righe, chiamate rishe spettrali, rappresentano gli elementi chimici di cui è composto l’oggetto che stiamo osservando. Se l’oggetto si sta allontanando da noi le sue righe spettrali saranno spostate verso il rosso rispetto a quelle ottenute in laboratorio. Il redshift si ottiene dal confronto della lunghezza d’onda osservata con quella di laboratorio, usando questa semplicissima relazione:

z = (λ_oss – λ_lab) / λ_lab

dove λ_oss è la lunghezza d’onda osservata e λ_lab è quella di laboratorio.
Adesso, se la velocità radiale della galassia è molto minore della velocità della luce (c), possiamo usare la relazione approssimata che lega la velocità al redshift:

v = c*z

La velocità radiale della galassia è la somma di diversi moti:
– v_cosm, cioè la velocità cosmologica dovuta all’espansione dell’universo;
– v_p, velocità peculiare della galassia rispetto al sistema di riferimento in cui la radiazione cosmica di fondo è ferma;
– v_p,Gal, cioè la velocità peculiare della Via Lattea;
– v_Sole, velocità di rotazione del Sole attorno al centro galattico;
– v_riv, velocità di rivoluzione della Terra attorno al Sole (al mssimo è di 33 km/s);
-v_diurna, velocità del moto di rotazione della Terra attorno al proprio asse (al massimo è di 0.5 km/s).
Una volta trovata la velocità radiale calcoliamo v_cosm e usiamo la legge di Hubble per determinare la distanza:

d = v_cosm / H_0

dove H_0 è la costante di Hubble che vale circa 73 km/(s*Mpc).
Attenzione che questa relazione vale solo nel caso di velocità basse. Nel caso di velocità elevate le cose si complicano un po’ e dobbiamo introdurre delle formule molto carine che prevedono il calcolo di integrali #fantastico #amogliintegrali.
Raga, dal comando spaziale è tutto! Passo e chiudo!

Sara

Edwin Hubble
Redshift
NGC 6946 (Image credits: NASA)