Nuovi cataloghi e osservazioni astronomiche

Mega ciao!

Vi ricordo che

domenica 26 giugno dalle ore 10:00 alle 17:30

ci sarà l’osservazione pubblica del Sole presso il nostro osservatorio (Monte Novegno). Faremo pausa pranzo dalle 12:30 alle 13:00, ma il resto del tempo sarà dedicato all’osservazione. Per informazioni scriveteci all’indirizzo

astrofilidischio@gmail.com

Ma adesso torniamo alla Gaia Data Release 3. Abbiamo visto che sono state raccolte informazioni precise sulla composizione chimica e i moti di stelle della Via Lattea e di galassie vicine. Che altri dati sono stati ottenuti?

Grazie a Gaia abbiamo oggi il più grande catalogo di sistemi binari della nostra galassia. Ce ne sono ben 800000. Cosa sono?

I sistemi binari sono composti da due stelle che sono talmente vicine da essere legate gravitazionalmente l’una all’altra. Le due stelle orbitano quindi attorno ad un baricentro comune. La cosa interessante è che, se sono abbastanza vicine, le due componenti del sistema possono scambiarsi materia. Questo influenza molto l’evoluzione delle due stelle e del sistema stesso.Altre scoperte?

Certo! Circa 10 milioni di stelle variabili, ciioè stelle che variano la loro luminosità in modo periodico. Inoltre, abbiamo nuove informazioni sul Sistema Solare. Nell’immagine qui sotto potete vedere circa 156000 asteroidi. In particolare, ogni linea rappresenta il moto di un asteroide durante 10 giorni. La regione blu rappresenta la parte interna del Sistema Solare, dove si trovano gli asteroidi vicini alla Terra (Near Earth Asteroids), quelli che transitano attraverso l’orbita di Marte e i pianeti terrestri. In verde vediamo la fascia di asteroidi situata tra Marte e Giove, mentre le due regioni arancioni rappresentano gli asteroidi troiani lungo l’orbita di Giove.

A presto!

Sara

Asteroidi monitorati da Gaia (Image credits: ESA)

Il DNA della Via Lattea

Mega ciao!

Abbiamo visto che la missione Gaia ha scoperto terremoti stellari sulla superficie di stelle in cui non ci dovrebbero essere. Ma che altro è stato scoperto?

Gaia ha prodotto la più grande mappa chimica della galassia accoppiata con i moti 3D, che va dai dintorni solari a piccole galassie che circondano la Via Lattea. Perchè è importante?

La composizione chimica delle stelle ci dà informazioni importanti riguardo la loro origine. Infatti, appena dopo il Big Bang tutte le stelle formate erano composte esclusivamente da idrogeno ed elio. Per sostenere il proprio stesso peso, le stelle bruciano l’idrogeno tramite processi di fusione nucleare e lo trasformano in elio. Successivamente bruciano l’elio, trasformandolo in carbonio e, se sono abbastanza massicce, tramite fusioni successive arrivano ad avere un nucleo composto da ferro e nichel. Dunque, potete pensare a tutti gli elementi precedenti al ferro come al carburante della stella. Finito il carburante, le stelle massicce esplodono in supernovae, liberando nello spazio gli elementi pesanti che andranno ad arricchire le nubi molecolari. La nuova generazione di stelle sarà quindi più metallica. Con Gaia è stato scoperto che alcune stelle della nostra galassia sono composte da materiale primordiale, mentre altre (come il Sole) sono più ricche di metalli. Attenzione: per noi astronomi i metalli sono tutti gli elementi più pesanti di idrogeno ed elio (lo so…siamo strani!). In particolare, stelle vicine al centro e al piano galattico sono più metalliche rispetto a quelle che si trovano a grandi distanze. Gaia ha identificato anche stelle nella nostra galassia che in origine appartenevano ad altre galassie. Che altro è stato scoperto?

Lo scopriremo nella prossima puntata!

Intanto, vi ricordo che sono aperte le prenotazioni per l’entrata in osservatorio per l’osservazione pubblica del 2 luglio. Per informazioni scriveteci all’indirizzo

astrofilidischio@gmail.com

A presto!

Sara

Rappresentazione artistica della Via Lattea, che mostra la posizione e la densità di un campione di stelle analizzate da Gaia (Image credits: ESA)

2 miliardi di stelle per Gaia

Mega ciao!

Finalmente ieri è uscita la Gaia Data Release 3, con grandi novità dal Sistema Solare, la Via Lattea e da oggetti extragalattici. Guardate che belle mappe! Si vedono ben due miliardi di stelle della Via Lattea. Il catalogo di Gaia adesso contiene informazioni sulla loro composizione chimica, la temperatura, il colore, la massa, l’età e la velocità radiale, cioè la velocità con cui si muovono verso di noi (o nella direzione opposta). Questi dati sono stati ottenuti con la spettroscopia. Cos’è questa brutta parola?

Avete presente che quando fate passare la luce del Sole attraverso un prisma di vetro si scompone nei colori dell’arcobaleno? Benissimo! Per le altre stelle vale lo stesso discorso. Sull’arcobaleno però si distinguono delle righe nere, chiamate righe spettrali. Queste righe sono poste alle lunghezze d’onda corrispondenti agli elementi chimici di cui è composta la stella. Analizzando più a fondo lo spettro si nota che le righe sono un po’ spostate rispetto a quelle di laboratorio. Questo ci dice una cosa importantissima: se sono spostate verso il rosso la stella si sta allontanando da noi, mentre se sono spostate verso il blu si sta avvicinando. Da qui si riesce a determinare la velocità della stella. Cosa ci dicono le stelle?

Tante cose nuove! Infatti, una delle scoperte più sensazionali emerse dai nuovi dati di Gaia sono i “terremoti” stellari, che cambiano la forma della stella attraverso piccoli movimenti della superficie. In precedenza Gaia aveva già rivelato oscillazioni radiali date dalla pulsazione stellare. Questo nuovo tipo di oscillazioni non radiali invece può essere pensato come a degli tsunami, che sono molto più difficili da scoprire. La cosa pazzesca è che questi terremoti stellari sono stati identificati in stelle in cui, secondo le attuali teorie, non dovrebbero esserci.

Che altro ci dice il nuovo catalogo did Gaia?

Lo scopriremo nella prossima puntata.

A presto!

Sara

#astrofili#astronomia#astrofisica#scienza#universo#ESA#Gaia#GaiaDataRelease3#Stelle#spettroscopia#spettri#righespettrali#motistellari#astrosismologia#terremotistellari#ViaLattea#2miliardidistelle#scoperteastronomiche

Mappe della Via Lattea create con i dati della missione Gaia (Image credits: ESA)

La Prima Foto del Buco Nero Sgr A*

Mega ciao!

Grazie a tutti quelli che hanno seguito la diretta! E’ stato veramente emozionante!

Finalmente abbiamo la prima immagine del buco nero supermassiccio al centro della nostra galassia, anche detto Sagittarius A*. Ecco l’immagine ottenuta grazie all’Event Horizon Telescope, un insieme di radiotelescopi sparsi in giro per il mondo! I dati sono stati combinati con una tecnica chiamata interferometria. In pratica, è come se aveste un radiotelescopio delle dimensioni della Terra. Qui vediamo l’ombra del buco nero proiettata sul disco di accrescimento. L’immagine conferma ancora una volta che zio Albert Einstein aveva ragione. La teoria della relatività generale si applica perfettamente indipendentemente dalla massa del buco nero. I dati raccolti ci dicono che la massa del buco nero è di circa 4 milioni di masse solari (quasi in perfetto accordo con quanto trovato studiando il moto delle stelle attorno al centro galattico), le sue dimensioni angolari sono le stesse che avrebbe una ciambella (#adhomersimpsonpiacequestolelemento) sulla superficie della Luna osservata dalla Terra, è in rotazione nello stesso verso del materiale del disco di accrescimento e il suo asse di rotazione è puntato verso di noi, quindi vediamo il disco di accrescimento di faccia. L’altra cosa interessante è che sta mangiando poco. Il suo tasso di accrescimento è molto basso. Per confronto, scalando le proprietà del buco nero all’essere umano, se doveste seguire la stessa dieta del buco nero dovreste mangiare un chicco di riso ogni milione di anni.

Vi lascio con questa foto pazzesca!

Se vi siete persi la diretta potete trovarla tra i video della nostra pagina Facebook.

A presto!

Sara

La prima immagine del buco nero Sgr A* (Image credits: EHT)

Allineamento completato

Mega ciao!

Vi ricordate l’ansia del Natale appena passato? No? Vi rinfresco la memoria. La NASA ha lanciato il James Webb Space Telescope proprio all’ora di pranzo. Scommetto che il vostro stomaco era chiuso come il mio. Adesso pensate a tutta l’ansia che avete avuto e guardate l’immagine qui sotto. Il James Webb ha completato la fase di allineamento e si appresta ad ultimare gli ultimi test, che dureranno ancora un paio di mesi. Però guardate questa immagine. Direi che ripaga tutta l’ansia e che ne valeva la pena. Adesso attendiamo solo le immagini e i risultati straordinari che faranno fare all’astrofisica balzi da gigante.

A presto!

Sara

Image credits: NASA

Eclissi marziane

Mega ciao!

Vi ricordate del rover Perseverance ammartato il 18 febbraio 2021? Scorazzando per la superficie del Pianeta Rosso sta producendo delle immagini spettacolari, che ci stanno portando a conoscere la storia di Marte sempre più a fondo. Oltre a foto panoramiche e dettagliate di ambienti marziani, il giovane rover ha puntato la sua camera anche verso il cielo. Sapete cos’ha osservato? Una fantastica eclissi di Sole. Marte ha due satelliti naturali: Phobos e Deimos, i cui nomi significano Paura e Terrore. Sono due lune piccole che si sono formate in modo molto diverso rispetto alla nostra. Phobos e Deimos erano asteroidi che sono stati catturati dal campo gravitazionale di Marte. Phobos ha un diametro medio di circa 27 km, mentre Deimos è di circa 13 km. Le superfici dei due satelliti sono cosparse di crateri, che testimoniano un passato molto turbolento. Perseverance ha osservato l’eclissi di Sole provocata dal transito di Phobos. Qui sotto trovate il video. Spettacolare vero?

A presto!

Sara

Mini esplosioni stellari

Mega ciao!

Anche questa settimana per noi astronomi è Natale. Infatti è stato scoperto un nuovo tipo di esplosione stellare, a cui è stato dato il fantasiosissimo nome di micronova. La scoperta sta mettendo a dura prova le teorie delle esplosioni nucleari. Questi eventi sono estremamente potenti, ma molto meno energetici delle novae. Entrambi i tipi di esplosione si verificano sulle nane bianche. Cosa sono?

Le nane bianche sono cadaveri stellari generati al termine dell’evoluzione di stelle di piccola massa. Alla fine della loro vita, stelle con massa minore di 8 masse solari espellono gli strati esterni dell’inviluppo mentre il nucleo si contrae e diventa una nana bianca. Quest’ultima sarà molto più piccola rispetto alla stella di partenza (dimensioni molto simili a quelle della Terra) ma estremamente più densa (una tazzina da caffè riempita col materiale della nana bianca peserebbe come 24 elefanti). Cosa succede durante l’esplosione di micronova?

Una nana bianca accresce materia da una stella compagna. L’idrogeno, una volta arrivato alla superficie della stella, viene fuso in elio in modo esplosivo. Nelle micronovae l’esplosione dura solamente qualche ora e avviene su scale minori rispetto alle novae. Infatti, nelle micronovae il campo magnetico convoglia il materiale verso i poli della stella e l’esplosione avviene proprio lì. Quanto materiale viene bruciato in questi eventi?In poche ore la quantità di materiale coinvolta nell’esplosione è di circa 20 milioni di trilioni di kg, ovvero circa 3.5 miliardi di volte la massa della Grande Piramide di Giza.

Buona domenica!

A presto!

Sara

Rappresentazione artistica di una micronova (Image credits: ESO)

Una cometa da record

Mega ciao!

Più di 30 anni dopo il lancio, il Telescopio Spaziale Hubble continua a regalarci scoperte stratosferiche. Volete sapere l’ultima?

Ha osservato il più grande nucleo cometario di sempre! La cometa C/2014 UN271, per gli amici Bernardinelli – Bernstein, ha un nucleo ghiacciato del diametro di circa 128.75 km, con una massa di circa 500 trilioni di tonnellate. Questo la rende più grande del Rhode Island e centinaia di migliaia di volte più massiccia delle tipiche comete scoperte nei pressi del Sole. Sta viaggiando verso il Sistema Solare interno a circa 35405.6 km/h, ma non passerà troppo vicina alla Terra: nel 2031 arriverà a circa 1.61 miliardi di chilometri di distanza dal Sole. Corriamo qualche pericolo?

Assolutamente no! Basta pensare che la Luna e il Sole si trovano rispettivamente a circa 384000 e 150 milioni di chilometri da noi e non ci sono ancora caduti in testa.

La cometa Bernardinelli – Bernstein ha una temperatura bassissima: circa -211°C. Nonostante le condizioni siano così gelide, il monossido di carbonio riesce a sublimare e a produrre la chioma. La cometa segue un’orbita lunga ed ellittica, con un periodo di circa 3 milioni di anni.

A presto!

Sara

La cometa Bernardinelli – Bernstein (Image credits: NASA)

Earendil: la stella più distante

Mega ciao!

La notizia spettacolare pubblicata dalla NASA riguarda la scoperta della stella più distante mai osservata! Si trova ad un redshift z=6.2, cioè la sua luce è partita 12.9 miliardi di anni fa. La stella è stata chiamata Earendel, nome preso dal Signore degli Anelli (noi astronomi siamo nerd), ed è stata scoperta grazie al fenome del lensing gravitazionale. In pratica, tra noi e questa stella c’è un ammasso di galassie la cui massa è talmente grande da curvare la struttura dello spaziotempo. Anche la luce viene influenzata da questa curvatura, pertanto non va più in linea retta e viene amplificata. In questo modo è possibile osservare oggetti lontanissimi, che sarebbero altrimenti inosservabili. Se le stime sono corrette Earendel aveva una massa di 50 masse solari, cioè era 50 volte più massiccia del Sole. Perchè dico era?

Semplice: stelle così massicce evolvono in tempi molto brevi, quindi è sicuramente esplosa 12.9 miliardi di anni fa. Perchè è importante questa scoperta?

Se confermata, significa che abbiamo osservato una stella di Popolazione III, cioè una delle prime stelle formate quando nell’Universo non c’erano metalli. Era quindi composta solamente da idrogeno ed elio. Lo studio di queste stelle può gettare nuova luce sui processi di formazione ed evoluzione stellare nell’Universo giovane e confermare le teorie attuali. Come confermare la scoperta?

Il James Webb Space Telescope sarà fondamentale. Rimaniamo quindi in attesa di altre sensazionali scoperte.

A presto!

Sara

Earendel (Image credits: NASA)

Esopianeti: il conto sale

Mega ciao!

Notizia bomba pubblicata giusto ieri, perchè per noi astronomi quasi ogni giorno è Natale. Abbiamo superato i 5000 esopianeti confermati!!! Anzi, siamo già a 5005, di cui 203 scoperti da TESS. Ovviamente non ci fermiamo qui! TESS sta scandagliando la volta celeste alla ricerca di pianeti extrasolari e nel suo archivio ha già altri 5459 candidati in attesa di conferma. La cosa forte è che tra i fantastici 5005 ce ne sono diversi in fascia di abitabilità, cioè in quella regione del loro sistema planetario in cui le temperature sono tali da permettere la presenza di acqua liquida. Questi pianeti saranno tra i primi oggetti ad essere analizzati dal James Webb Space Telescope. Adesso vi starete chiedendo perchè tornare su questi oggetti. La risposta è semplice: con il James Webb riusciremo ad osservare le atmosfere dei pianeti e a capire se sia presente della vegetazione. Forte vero? Quanti alberi di Natale alieni troveremo secondo voi?

A presto!

Sara

Image credits: NASA