Introduzione all’oroscopo 2022

Mega ciao!

Il 2022 sta arrivando e, come promesso, allo scoccare della mezzanotte pubblicherò l’oroscopo serio! Finalmente scopriremo come le stelle e i pianeti influenzeranno…ah no, aspettate un attimo…le stelle e i pianeti non ci influenzano mai. So che sentite dire spesso in televisione, nei giornali o su pagine Facebook a dir poco imbarazzanti che l’astrologia è una scienza, ma non è vero. Evidentemente molti giornalisti moderni cercano di pubblicare titoloni megagalattici solo per acchiappare il maggior numero di click possibile, senza curarsi minimamente dell’attendibilità delle informazioni. Per quanto riguarda gli astrologi, ne potete trovare di due categorie: quelli convintissimi che le stelle e i pianeti influenzano le nostre vite (poverini…alle elementari, medie e superiori si sono persi qualche pezzo per strada…tipo cos’è il metodo scientifico, le distanze astronomiche e come funziona l’alternarsi delle stagioni) e quelli che sanno benissimo che non è vero (ma…sapete com’è…si fanno molti più soldi con l’astrologia che con l’astronomia).

Prima di cominciare l’oroscopo vero e proprio direi che vale la pena fare un po’ di premesse scientifiche, in modo che possiate capire tutti come i cosiddetti calcoli fatti dagli astrologi non sono altro che carta straccia. Partiamo dalla cosa più semplice in assoluto: le costellazioni zodiacali. Cosa sono? Sono semplicemente le costellazioni che troviamo lungo l’eclittica, cioè il cerchio massimo che delinea il percorso apparente del Sole sulla volta celeste. Quante sono? Ovviamente sono 13. Adesso starete pensando: ma cosa cavolo si è fumata Sara per dire che le costellazioni dello zodiaco sono 13? Scommetto che stamattina avete ascoltato Paolo Fox e vi ricordate che l’oroscopo ha 12 segni. Ebbene, gli astrologi continuano imperterriti a dimenticarsi che il Sole attraversa anche la costellazione dell’Ofiuco! Quindi ci sono 13 costellazioni zodiacali, non 12!!! Ma cosa sono esattamente le costellazioni? Dovete sapere che qualche centinaio o migliaio di anni fa non esistevano la televisione e internet, quindi la gente la sera non aveva niente da fare. La cosa fenomenale però è che non c’era nemmeno tutto l’inquinamento luminoso che abbiamo oggi, pertanto si vedevano molte più stelle. Per passare il tempo e per trovare un modo per orientarsi di notte (strano ma vero, non avevano il navigatore satellitare) hanno deciso di fare il gioco di unire i puntini della settimana enigmistica usando le stelle più luminose del cielo. Così sono nate le costellazioni. Occhio che adesso arriva la definizione più precisa: le costellazioni sono figure prodotte unendo a caso le stelle più luminose del cielo. È totalmente assurdo pensare che essere nati in una costellazione piuttosto che in un’altra possa influenzare la nostra vita. Sono figure che abbiamo inventato! Adesso potreste fare una cosa: prendete una mappa del cielo che contenga solo i puntini delle stelle e fate voi il gioco di unirle. Scoprirete che potete creare un sacco di costellazioni diverse, come la costellazione Testa di Goku, Chakra di Naruto, Cicatrice di Harry Potter, Simbolo dei Doni della Morte, Casco di Darth Vader e Anello del Potere. Vi posso assicurare che se Giove e Saturno sono in congiunzione nella Testa di Goku e Venere è in opposizione nel Casco di Darth Vader il lato oscuro della forza crescerà potente in voi e diventerete dei potentissimi Sith…ah no, scusate, scherzavo…mi sono fatta prendere un po’ la mano. Stelle e pianeti non vi influenzano. Purtroppo i vostri sogni di gloria nell’Impero galattico sono destinati a fallire. Vi assicuro che con i pianeti nella configurazione indicata qui sopra ho provato a strozzare a distanza delle persone, ma ho fallito miseramente. Peccato!

Adesso che abbiamo capito cosa sono le costellazioni passiamo al motivo per cui quasi tutte le stelle non possono influenzare la nostra vita. Sono troppo distanti! Cosa vuol dire? Fuori dal Sistema Solare misuriamo le distanze in anni luce. Che roba è? È la distanza percorsa dalla luce in un anno. Bella questa definizione, vero? Però scommetto che non avete ancora capito, perché sulla Terra siamo abituati a misurare le distanze in chilometri (tranne gli americani, che, credendo di fare i fighi, misurano tutto in pollici, piedi o miglia). A quanti chilometri corrisponde un anno luce? Dalle lezioni di fisica del liceo dovreste ricordare che lo spazio percorso è dato dal prodotto tra la velocità e il tempo di percorrenza. La velocità della luce è di circa 300000 km/s, mentre il tempo di percorrenza è un anno, cioè 31 milioni e 536 mila secondi. La distanza percorsa dalla luce in un anno è circa 9461 miliardi di chilometri. Per trovare la distanza in chilometri della stella che vi interessa vi basta moltiplicare questi 9461 miliardi di chilometri per il numero di anni luce di distanza. Insomma, vi vengono dei numeri stratosferici. La stella più vicina, Proxima Centauri, dista circa 4.2 anni luce, cioè quasi 40 mila miliardi di chilometri. La sua luminosità è di appena 0.00116 luminosità solari, quindi è piuttosto debole. Anche considerando stelle più luminose, viste le loro distanze, possiamo escludere che abbiano influenza sulla nostra vita. Vi posso assicurare che vi arriva più energia dalla vostra lavastoviglie. Pensate che la lavastoviglie vi influenzi? Io direi di no, a meno che ovviamente non si rompa e vi allaghi la cucina. In quel caso scommetto che il vostro umore assomiglia molto a quello di Kylo Ren in piena crisi isterica.

Quindi le stelle non ci influenzano proprio? Il Sole vi influenza, ma è a quattro passi da casa vostra. C’è solo un altro caso in cui una stella vi può influenzare: se è massiccia, si trova relativamente vicina al nostro sistema ed esplode in supernova. In questa situazione la ionosfera terrestre si abbasserebbe al punto da provocare l’estinzione della razza umana!

Che altro si legge in giro? Vediamo un po’…c’è chi dice che le foglie in autunno diventano gialle e cadono a causa dello Scorpione (non l’animale, ma la costellazione). Dite che sia vero? Anche no! Evidentemente qualcuno si è perso la lezione delle elementari in cui la maestra di scienze spiegava l’alternarsi delle stagioni. L’asse terrestre è inclinato, quindi a seconda del punto dell’orbita in cui ci troviamo i raggi solari arriveranno più o meno inclinati. Questo determina l’energia ricevuta in una certa zona della superficie terrestre. Lasciate stare lo Scorpione!

C’è chi ha previsto il calo dei contagi da covid qualche mese fa. Anche in questo caso le stelle se ne fregavano altamente e la diminuzione dei contagi poteva essere prevista anche da un bambino di 9 anni, visto che eravamo in lockdown. Ma le stelle ci diranno pur qualcosa, sbaglio?

Certo! Le stelle decantano equazioni differenziali. Il più delle volte parlano da sole, come gli studenti universitari che sclerano mentre preparano gli esami, e dicono a sé stesse che devono mantenere l’equilibrio idrostatico, che devono stare in equilibrio termodinamico locale e che non possono emettere più energia di quella che producono nel loro nucleo. Se si trovano in sistemi binari parlano tra loro tramite la forza di gravità, si mangiano materia a vicenda attraverso cattura diretta dal lobo di Roche o arrivano a condividere il loro inviluppo. A volte spiraleggiano l’una verso l’altra, perdendo energia sotto forma di onde gravitazionali, fino a fondersi insieme. Di noi però non si interessano affatto e tutti questi eventi non possono influenzarci.

Un’ultima cosa. Noterete che i segni zodiacali hanno date diverse rispetto a quelle che trovate nei giornali. Non è un mio errore ovviamente…a causa della precessione degli equinozi, ovvero il movimento a doppio cono dell’asse terrestre dovuto all’attrazione del Sole e della Luna, il punto d’Ariete, che corrisponde all’equinozio di primavera, non si trova più nella costellazione dell’Ariete. Oggi è nei Pesci. Ottimo! A questo punto direi che siete pronti! Ci vediamo qui allo scoccare della mezzanotte 😉

A presto!

Sara

Il James Webb è partito

Mega ciao!

Come sta andando il Natale? Avete seguito il lancio del James Webb Space Telescope? Direi che, nonostante tutti i ritardi, ne è valsa la pena! Ariane 5 ha portato nello spazio il telescopio senza nessun problema. Vi siete accorti che nella diretta della NASA si vedeva il grafico con la traiettoria del razzo? Rispecchiava alla perfezione i calcoli fatti in precedenza! Pazzesco! Bellissimo! E avete visto le immagini del telescopio quando si è staccato dal razzo? Ancora più belle! Dai che il primo passo è fatto. Tra tre giorni arriverà alla distanza della Luna e tra circa un mese sarà al punto lagrangiano L2. L’ansia iniziale è quasi passata. Adesso restano solo sei mesi di panico per completare tutti i test. Continuate a sostenere il James Webb Space Telescope! Dai che a giugno arriveranno le prime immagini! Sarà una cosa pazzesca! Nell’infrarosso si vedono tante belle cose. Poi si potranno fare delle combo incredibili, tipo quelle di Tekken 3, però con il James Webb, l’Hubble e Chandra, mescolando un po’ di infrarosso con l’ottico e l’X. Preparatevi psicologicamente ad essere bombardati da una miriade di nuove scoperte spaziali!

Buon Natale ancora 🙂

A presto!

Sara

Il James Webb Space Telescope nello spazio (Image credits: NASA)

70 vagabondi nella Via Lattea

Mega ciao!

La ricerca di pianeti extrasolari è uno dei campi più lanciati dell’astronomia moderna. Dalla scoperta dei primi tre pianeti rocciosi attorno ad una pulsar nel 1992, sono state sviluppate diverse tecniche di ricerca e intere missioni spaziali sono state destinate solamente a questo obiettivo. Di solito si cercano esopianeti nella fascia di abitabilità del proprio sistema planetario, cioè in quella regione in cui le temperature sono tali da permettere la presenza di acqua liquida. Perchè cerchiamo proprio lì?

Sapete che l’acqua è indispensabile per la vita come la conosciamo sulla Terra, quindi si pensa di avere più probabilità di trovare i nostri cugini “omini verdi” concentrando la ricerca in questa zona. Spesso però si trovano pianeti in regioni completamente diverse e che possono avere caratteristiche terribili per la vita, come WASP 76 b. Questo pianeta è un gioviano caldo in rotazione sincrona, le cui temperature sono tali da far piovere ferro. Ma i pianeti sono tutti in orbita attorno ad una stella?

La risposta è no! Esistono anche pianeti vaganti, cioè non legati gravitazionalmente ad alcuna stella. Vi dirò di più! Sono stati appena scoperti 70 pianeti gioviani vaganti nella nostra galassia. Di solito è praticamente impossibile ottenere immagini dirette di questi oggetti, ma il gruppo che li ha scoperti ha basato la ricerca sul fatto che nei primi milioni di anni della loro vita sono abbastanza caldi da brillare. I 70 pianeti sono collocati in una regione di formazione stellare tra le costellazioni dello Scorpione e dell’Ofiuco (la tredicesima costellazione dello zodiaco). Per scovare questi pianeti erranti sono state analizzate immagini riprese nel corso di 20 anni. In particolare, hanno misurato i moti, i colori e le luminosità di decine di milioni di sorgenti. Le più deboli sono state identificate come pianeti.

Lo studio di questi oggetti può fornire informazioni sulla loro origine. Sarà infatti interessante capire se sono stati espulsi da un sistema planetario instabile o se si sono formati direttamente isolati nello spazio da una nube troppo piccola per formare una stella.

A presto!

Sara

Le posizioni dei pianeti vaganti nella Via Lattea (Image credits: ESO)

Sfiorando il Sole

Mega ciao!

Prima di tornare alla soluzione dell’astroquiz 42 (ci manca ancora da analizzare come gli ammassi globulari possono essere utilizzati per misurare la distanza di una galassia) voglio portarvi verso la nostra stella.

Due giorni fa Parker Solar Probe ha lasciato un segno indelebile nello studio del Sole, diventando la prima sonda ad entrare nella sua corona, la parte più alta dell’atmosfera solare visibile durante le eclissi totali. La nostra stella ovviamente non ha una superficie solida, ma è composta da gas (soprattutto idrogeno ed elio). Nel nucleo avvengono le reazioni di fusione nucleare, con cui quattro atomi di idrogeno vengono fusi in un atomo di elio. Perchè queste reazioni possano avvenire sono necessarie temperature estremamente elevate (si parla di milioni di gradi). Man mano che ci allontaniamo dal nucleo le temperature si abbassano. Questo gradiente è fondamentale per il trasporto di calore verso l’esterno. La temperatura della fotosfera solare è di appena 5537.8°C, ma torna a salire nelle regioni più esterne, superando il milione di gradi nella corona. Parte delle particelle del Sole vengono espulse tramite il vento solare, in quanto a grande distanza dal nucleo la forza di gravità e il campo magnetico sono troppo deboli per trattenerle. Il punto che segna la transizione tra l’atmosfera e il vento solare è chiamato superficie critica di Alfvén. Le particelle che attraversano questo punto danno il via al vento solare e trascinano il campo magnetico in giro per il nostro sistema planetario. Grazie alla Parker Solar Probe oggi sappiamo che la superficie critica di Alfvén si trova a circa 18.8 raggi solari, cioè circa 13 milioni e 76 mila chilometri. La sonda è passata più volte dentro e fuori la corona, scoprendo che non ha la forma di una sfera liscia e regolare, ma presenta picchi e valli. Determinare da dove arrivano queste protusioni ci aiuterà a capire come gli eventi sul Sole influenzano l’atmosfera e il vento solare. La sonda è scesa fino a 15 raggi solari ed è passata attraverso una struttura chiamata pseudostreamer, una struttura massiccia che sale dalla superficie solare ed è visibile durante le eclissi. Passare attraverso questa pseudostramer è stato come trovarsi nell’occhio di un ciclone. In questa regione il campo magnetico è abbastanza forte da dominare i movimenti delle particelle e, di conseguenza, si trova all’interno della superficie di Alfvén. La sonda continuerà a spiraleggiare vicino al Sole e raggiungerà una distanza di appena 8.86 raggi solari. Ci aspettiamo un sacco di scoperte interessanti!

A presto!

Sara

Flussi coronali (Image credits: NASA)

Notizie da un buco nero

Mega ciao!

Completeremo domani la spiegazione dell’ultimo astroquiz. Oggi volevo parlarvi di una notizia fresca di pubblicazione, del corso appena concluso e chiedervi una cosa importantissima!

Guardate che immagine pazzesca! E’ la regione vicino a Sgr A*, il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea. Ottenuta grazie al Very Large Telescope Interferometer, combinando i dati di tutti è quattro i telescopi riflettori da 8.2 metri di diametro, questa è l’immagine più profonda del centro galattico. Pensate che l’ingrandimento è 20 volte superiore di quello ottenuto dalle osservazioni precedenti!

Vi ricordo che Sgr A* è stato oggetto di intensi studi a partire dagli anni ’90. In particolare, lo studio della stella S2, che vediamo compiere un’orbita ellittica attorno ad un punto in cui non si vede assolutamente nulla, ha portato alla scoperta del buco nero supermassiccio. Questa stella orbita attorno al centro galattico in circa 15.78 anni, con un pericentro a 17 ore luce e un semiasse maggiore di 5.5 giorni luce. Dai parametri orbitali e usando la terza legge di Keplero, Andrea Ghez e i suoi collaboratori hanno stimato la massa del buco nero, che è risultata di circa 4.1 milioni di masse solari.

Questo nuovo studio ha permesso la scoperta di una stella mai osservata prima, chiamata S300. Inoltre la stella S29 è stata osservata nel momento di minima distanza dal centro galattico. Pensate che è passata ad appena 13 miliardi di chilometri dal buco nero, alla velocità di 8740 km/s. Seguendo queste stelle nelle loro orbite risulta chiaro che si muovono esattamente come predetto dalla Teoria della Relatività Generale di zio Albert Einstein. Inoltre, è stato possibile stimare in modo più preciso la massa dell’oggetto compatto e la nostra distanza dal centro galattico, che sono risultate rispettivamente di 4.3 milioni di masse solari e 27000 anni luce.

Ah, che bello! Quanto mi piacciono i buchi neri!

Detto ciò, passiamo ad altro. Lunedì si è concluso il nostro Corso Base di Astronomia Online. Volevo ringraziare ancora tutti i partecipanti, che sono saliti a bordo della nostra astronave e hanno viaggiato con noi verso galassie lontane miliardi di anni luce 🙂

E adesso arriva la domanda fondamentale: sareste interessati ad un corso avanzato? Se sì, che argomenti vi piacerebbe venissero trattati? Scatenatevi nei commenti!

A presto!

Sara

La regione nei pressi del centro galattico (Image credits: ESO)

Il ritorno del bagigio spaziale

Mega ciao!

Vi ricordate la missione Rosetta? Qualche anno fa la sonda ha visitato la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, producendo delle immagini spettacolari e sfornando dati importanti che ci hanno permesso di avere una visione più chiara di questi relitti del disco protoplanetario da cui si è formato il Sistema Solare. La missione ha avuto qualche problema a partire dal fatto che la cometa non era liscia e tranquilla come sembrava dalle immagini dell’Hubble, ma sembrava più un gigantesco bagigio spaziale. Questo ha complicato la scelta della zona di atterraggio di Philae, il piccolo rover che doveva andare a spasso per la cometa e raccogliere campioni da analizzare. Come se non bastasse, Philae è rimbalzato per un malfunzionamento degli arpioni ed è atterrato in un crepaccio…al buio…e con una zampa rivolta verso l’alto.

Detto ciò, passiamo al motivo per cui sto riportando a galla la 67P. La cometa sta ripassando per il Sistema Solare interno, quindi dovete fare due cose:

1- armatevi di telescopio o binocolo perchè sarà visibile proprio in queste sere;

2- uscite e cominciate a soffiare altrimenti invece della cometa vedrete solo nuvole.

A presto!

Sara

La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko (Image credits: ESA)

Un esopianeta extragalattico

Mega ciao!

A quanto pare anche quest’anno Natale arriva in anticipo. La NASA ha annunciato che Chandra, l’osservatorio spaziale che opera nei raggi X, potrebbe aver scoperto per la prima volta in assoluto un pianeta orbitante attorno ad una stella al di fuori della Via Lattea! Il candidato esopianeta si trova nella galassia M51, detta anche galassia Whirlpool (Vortice), a circa 28 milioni di anni luce di distanza da noi. Come si scoprono esopianeti in galassie lontane?

In questo caso hanno usato il metodo dei transiti, che consiste nell’osservare variazioni nella curva di luce di una stella dovute al transito di un pianeta lungo la nostra linea di vista, però nei raggi X. In particolare, sono state analizzate le curve di luce di binarie X, cioè di sistemi binari contenenti un buco nero o una stella di neutroni in accrescimento. La regione del disco di accrescimento in cui vengono prodotti raggi X è piccola, quindi se un pianeta le passa davanti blocca tutta (o quasi tutta) la sua emissione. Quali sono le caratteristiche del sistema scoperto?

M51-ULS-1 è un sistema binario contenente un buco nero o una stella di neutroni e una stella compagna con una massa di 20 masse solari. Il transito osservato è durato per circa 3 ore, durante cui la luminosità X è scesa a zero. Da questi dati è stato possibile stimare le dimensioni del candidato esopianeta, che dovrebbero essere circa uguali a quelle di Saturno, e il raggio della sua orbita, che dovrebbe essere il doppio della distanza tra Saturno e il Sole. Serviranno ovviamente più dati per confermare la presenza di questo esopianeta, ma questa scoperta è veramente eccezionale!

A presto!

Sara

Sovrapposizione dell’immagine ottica, ripresto con il Telescopio Spaziale Hubble, e dei dati X, ripresa dall’osservatorio spaziale Chandra, di M51 (Image credits: NASA)

Un’atmosfera per Europa

Mega ciao!

I quattro satelliti galileiani hanno sempre attirato l’attenzione degli astronomi per le loro caratteristiche particolari. Europa, trovandosi insieme ad Io tra Giove e Ganimede e Callisto, è soggetto ad intense forze mareali. Cosa significa?

Che gli succede la stessa cosa che sulla Terra è provocata dalla Luna e dal Sole. Le forze mareali sul nostro pianeta provocano l’alta e la bassa marea, ma non scatenano eventi catastrofici. Su Io ed Europa invece il discorso è diverso. La superficie di Io viene deformata di 600 km, quindi ci sono periodi in cui il satellite è 600 km più grande.

Su Europa le forze di marea provocano delle spaccature nella crosta ghiacciata. Con le sonde è stato visto che i blocchi di ghiaccio slittano l’uno rispetto all’altro, quindi c’è un oceano d’acqua lì sotto, e ci sono geyser che eruttano materiale nello spazio. Ma arriva la novità!

Il Telescopio Spaziale Hubble ha scoperto evidenze della presenza di vapore acqueo in uno dei due emisferi di Europa. Il vapore acqueo era già stato trovato in corrispondenza dei geyser, ma i nuovi dati suggeriscono la presenza di un’atmosfera permanente nell’emisfero opposto alla direzione del moto orbitale. Questa scoperta è importante in vista delle missioni Europa Clipper e Juice, che andranno ad esplorare il sistema gioviano nei prossimi anni.

A presto!

Sara

Europa (Image credits: NASA)

Jezero e l’antica acqua marziana

Mega ciao!

Notizia bomba appena arrivata da Marte. Ricordate che a febbraio la sonda Perseverance è arrivata sul Pianeta Rosso? Il sito destinato all’ammartaggio, il cratere Jezero, era stato scelto perchè dalle mappe sembrava che ci fosse un letto di fiume secco che vi entrava e uno che ne usciva. Ebbene Perseverance ha appena confermato che il cratere Jezero un tempo era pieno d’acqua. La scoperta è il risultato dello studio delle immagini ottenute dalla sonda delle ripide scarpate del delta, formate dall’accumulo di sedimenti all’imboccatura del fiume che portava acqua verso il cratere. Le immagini hanno rivelato che miliardi di anni fa, quando la pressione atmosferica marziana era abbastanza elevata da permettere la presenza di acqua liquida sulla superficie del pianeta, ci sono state diverse inondazioni che hanno portato rocce e detriti nel cratere da regioni esterne. Queste scoperte sono particolarmente interessanti in vista della missione Mars Sample Return, con cui i campioni di terreno raccolti da Perseverance saranno portati sulla Terra per essere analizzati. E’ importante infatti capire dove sia meglio raccogliere campioni, visto che l’obiettivo principale è di verificare se un tempo su Marte fosse presente la vita.

Volete saperne di più sul Pianeta Rosso? Ne parleremo tantissimo durante il Corso Base di Astronomia Online. Per informazioni chiamatemi al numero 3290689207 o inviate una mail entro l’11 ottobre all’indirizzo astrofilidischio@gmail.com

A presto!

Sara

Il cratere Jezero (Image credits: NASA)

Film spaziali e dove girarli

Mega ciao!

Avete presente che tempo fa Tom Cruise aveva annunciato che avrebbe girato un film nello spazio? Il tutto ovviamente con l’appoggio di SpaceX e della NASA. Ebbene, i russi l’hanno battuto sul tempo! Infatti ieri l’attrice Yulia Peresild e il regista Klim Shipenko sono partiti a bordo di una navicella Soyuz alla volta della Stazione Spaziale Internazionale. A bordo della ISS gireranno un pezzo del film “Challenge”, in cui un chirurgo deve partire in fretta per la stazione spaziale per salvare un astronoauta con problemi di cuore. Peresild e Shipenko resteranno nello spazio per 12 giorni. Non vedo l’ora che esca questo film!

Vi ricordo che avete tempo fino all’11 ottobre per iscrivervi al nostro Corso Base di Astronomia Online. Per informazioni chiamatemi al numero 3290689207.

A presto!

Sara