3, 2, 1….fusione!

Mega ciao!

Per noi astronomi/astrofili è arrivato Babbo Natale in anticipo! Pronti per la notizia bomba del giorno? LIGO-Virgo-KAGRA, i tre rivelatori di onde gravitazionali, hanno appena confermato di aver captato per la prima volta in assoluto il segnale generato dalla collisione di un buco nero con una stella di neutroni. Ma non finisce qui! Non hanno rivelato un solo evento, ma addirittura due, separati da un intervallo temporale di 10 giorni. In entrambi i casi pare che la stella di neutroni sia stata divorata dal buco nero in un sol boccone. Bellissimo! Ma cosa sono le onde gravitazionali?

Sono delle perturbazioni della metrica dello spazio-tempo che si propagano sotto forma ondulatoria. Sono state predette da Einstein con la sua teoria della relatività generale, ma sono serviti 100 anni e la mente geniale di Kip Thorne (sempre sia lodato) per poterle scoprire fisicamente. Infatti, nonostante siano generate da eventi estremamente energetici (pensate che la prima onda captata è stata emessa dalla fusione di due buchi neri che hanno liberato ben 3 masse solari sotto forma di energia) il loro segnale ha un’intensità bassissima: bisogna essere in grado di misurare una variazione nella lunghezza dei bracci del rivelatore pari a qualche 10-21. Torniamo però ai due eventi annunciati oggi. Il primo, captato il 5 gennario 2020, ha visto la fusione di un buco nero di 9 masse solari con una stella di neutroni di 1.9 masse solari, situati a circa 900 milioni di anni luce di distanza da noi. Il secondo segnale, rivelato il 15 gennaio 2020, ha visto la fusione di un buco nero di 6 masse solari con una stella di neutroni di 1.5 masse solari, a circa 1 miliardo di anni luce di distanza dalla Terra. Da dove sono arrivate esattamente queste due onde gravitazionali?

Bella domanda. Non si sa con precisione, perchè nel primo caso il segnale era forte solo in uno dei rivelatori, quindi l’area di cielo in cui cercare l’origine è pari a 34000 volte le dimensioni della Luna. Nel secondo caso invece è stato possibile usare le informazioni raccolte da tutti e tre i rivelatori, quindi dobbiamo cercare in una “fettina” di cielo con un’area pari a 3000 volte quella della Luna. Il miglior modo per restringere ancora di più il campo di solito è allertare gli osservatori che funzionano alle varie lunghezze d’onda dello spettro elettromagnetico, dai raggi gamma alle onde radio. In questo caso però non può funzionare, perchè pare proprio che nei due eventi le due stelle di neutroni coinvolte siano state divorate intere, senza essere prima distrutte dalle forze di marea del buco nero. Di conseguenza non è possibile vedere nessun disco di accrescimento. Perchè sono importanti questi due eventi?

Finalmente abbiamo la prova che i sistemi binari composti da un buco nero e una stella di neutroni esistono! Adesso possiamo cercare di capire meglio questi sistemi, come si formano e come evolvono. Nei prossimi tempi ne vedremo delle belle, quindi continuate a seguirci per altre entusiasmanti notizie spaziali!

A presto!

Sara

Immagine ottenuta dalle simulazioni della fusione di un buco nero con una stella di neutroni (Image credits: MAYA collaboration)