Mega ciao! Grazie a tutti i temerari che oggi, sfidando le nuvole
del Novegno, sono venuti in osservatorio all’osservazione del Sole.
Nonostante la nostra stella continuasse a giocare a nascondino avete
partecipato in tanti 🙂
Complimenti per le bellissime domande! Mi avete mandato il cervello a
mille con domande tra buchi neri, evoluzione stellare, curvatura dello
spazio-tempo, dimensioni dell’universo e metodi per raccogliere dati.
Grazie! E’ sempre un piacere parlare di questi argomenti con voi 🙂 Vi aspettiamo il 24 agosto dalle ore 21:00 in osservatorio per l’ultima osservazione notturna della stagione. A presto!
Mega ciao! Il Sole è stato osservato per la prima volta al
telescopio da Galileo Galilei. L’astronomo ha scoperto che la superficie
del Sole non era omogenea, come prevedevano le teorie aristoteliche, ma
aveva delle macchie scure. Queste sono le macchie solari, regioni della
superficie del Sole con una temperatura un po’ più bassa rispetto al
resto. Quindi se la superficie è a 5777 K (cioè circa 5503°C), le
macchie si trovano a circa 4500 K (cioè circa 4220°C). Galileo utilizzò
le macchie solari per determinare il periodo di rotazione del Sole
attorno al suo asse, che stimò essere di circa 25 giorni. Con telescopi e
filtri più avanzati è possibile osservare altre caratteristiche della
nostra stella, come la granulosità e le protuberanze. La superficie
solare non ha un colore omogeneo ma sembra essere fatta di tanti
granellini di sabbia (da qui il termine granulosità). Questa
caratteristica è dovuta al trasporto di calore tramite moti convettivi
all’interno del Sole. Le protuberanze sono getti di materia che partono
dal Sole e vengono sparati nello spazio. A volte appaiono come dei
lunghi fili, altre come dei getti che partono da un punto della
superficie e ricadono in un atro formando un arco. Domani, durante
l’osservazione pubblica del Sole dalle 10:30 alle 13:00 e dalle 14:00
alle 17:30 in osservatorio, potrete ammirare la nostra stella con due
strumenti diversi, che permettono di evidenziare caratteristiche
differenti. Per informazioni chiamatemi entro stasera al numero
3290689207. Vi aspettiamo numerosi! A presto!
Mega ciao! Devo dirvelo, questa volta siete stati proprio bravi! Avete risposto tutti correttamente al mega gioco di ieri. SOLUZIONE ASTROQUIZ 18 Vi avevo chiesto se astronomia e astronautica hanno dei risvolti nella vita di tutti i giorni. La risposta corretta è: SI.
So che ad alcuni può sembrare una domanda banale, ma vi posso
assicurare che c’è chi viene alle osservazioni pubbliche e mi chiede a
cosa mi serve questa roba nella vita reale #prendofuoco. Allora direi di partire a descrivere un po’ di cose inventate per l’astronomia e l’astronautica che usiamo tutti i giorni. I PANNELLI SOLARI sono stati perfezionati per fornire energia elettrica alle sonde, ai satelliti e alle navicelle spaziali.
Il VELCRO è stato inventanto per le prime missioni umane nello spazio,
tra cui le missioni Apollo, in modo che gli astronauti non perdessero
manuali di istruzioni e altri oggetti utili in giro per la navicella,
cosa che avrebbe causato uno spreco di tempo enorme. Le COPERTE
SPAZIALI sono coperte termiche utilizzate dai soccorritori, nei vestiti,
nei rivestimenti degli edifici e nelle risonanze magnetiche. Le
FOTOCAMERE DEI CELLULARI provengono dalla ricerca astronomica. Nel 1969
sono stati inventati i primi CCD (Charge-Coupled Device) che sono stati
perfezionati per ottenere immagini astronomiche con risoluzione sempre
più alta. La tecnologia utilizzata è stata successivamente adattata ai
vostri cellulari. Per non parlare dello sviluppo di software per i
vostri COMPUTER. L’IBM è stato utilizzato per mandare il primo americano
in orbita attorno alla Terra in un volo di 4 ore e 55 minuti. John
Glenn è partito a bordo dell’astronave Mercury-Atlas 6 il 20 febbraio
1962, dopo che un team di donne altamente qualificate aveva programmato
l’IBM per ogni fase della missione. Da allora notevoli passi avanti
nello sviluppo dei software vengono fatti ogni giorno in astronomia e in
astronautica, software che usate anche voi! Le COLTURE IDROPONICHE,
ovvero coltivazioni che non necessitano di terra, sono state sviluppate
per le missioni spaziali. Le piante vengono fatte crescere su un
sottilissimo strato di sostanze nutritive. Queste possono essere
coltivate per fornire cibo agli astronauti per missioni a lungo termine,
ma anche sulla Terra evitando di sovraccaricare i campi. Ci
sarebbero ancora tantissimi altri esempi di come l’astronomia e
l’esplorazione spaziale abbiano risvolti nella vita di tutti i giorni,
ma mi fermo qui. A presto!
Mega ciao!Grazie a tutti quelli che hanno partecipato all’osservazione del Sole oggi. Purtroppo il meteo non è stato dei migliori: stamattina le nuvole continuavano a girare, ma siamo riuisciti lo stesso ad osservare un po’ di protuberanze, e oggi pomeriggio c’era talmente tanta nebbia che sembrava di essere a Silent Hill. Però non ci arrendiamo! Ci riproviamo il 15 agosto, sempre in osservatorio, dalle 10:30 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:30. Per informazioni chiamatemi al numero 3290689207 entro la sera del 14 agosto.
Mega ciao! E’ stato scoperto un esopianeta alquanto bizzarro:
WASP-121b. Questo pianeta orbita in appena 1,27 giorni terrestri attorno
ad una stella a circa 900 anni luce di distanza da noi nella
costellazione della Poppa. WASP-121b è un gioviano caldo, poco più
grande del nostro Giove, e ha una temperatura atmosferica di circa
2537°C. E’ stato il primo esopianeta in cui è stata scoperta l’acqua in
atmosfera. Ma la cosa più interessante è che ha la forma di un pallone
da football. Questo perchè sta perdendo
gli elementi pesanti che compongono la sua atmosfera, in particolare
magnesio e ferro, a causa della forza di gravità della stella. Il
pianeta sta perdendo la sua atmosfera in quanto ha una forza di gravità
relativamente bassa e si trova particolarmente vicino alla sua stella:
la sua orbita ha un semiasse maggiore di appena 0,025 unità astronomiche
(per capire cosa significa basta pensare che il semiasse maggiore
dell’orbita di Mercurio, il pianeta più vicino al Sole, è di circa 0,387
unità astronomiche). La fuga del magnesio e del ferro contribuisce al
picco di temperatura del pianeta, in quanto rendono l’atmsfera opaca
alla luce ultravioletta, contribuendo ad aumentare il calore. Lo studio
approfondito di questo pianeta può spiegare il processo con cui i
pianeti perdono la loro atmosfera primordiale, cosa che è successa anche
alla nostra Terra. Vi ricordo che domani ci sarà osservazione
pubblica del Sole presso il nostro osservatorio. Per informazioni
chiamatemi entro stasera al numero 3290689207. Vi aspettiamo numerosi!
Sara
Rappresentazione artistica di WASP-121b (Image credits: NASA)
Mega ciao! La ricerca di pianeti extrasolari sta andando forte
negli ultimi anni. L’anno scorso è stato lanciato un telescopio dedicato
solo a questo obiettivo: TESS. La missione ha dato da subito dei buoni
risultati, aiutando a portare il conto degli esopianeti oltre la soglia
dei 4000. La notizia bomba delle ultime settimane è che TESS ha scoperto
un sistema particolarmente interessante: GJ 357. Il sistema è composto
da una stella nana di classe spettrale M, di circa 0,33 masse
solari e con una temperatura di circa 3231°C, e da ben tre esopianeti.
Il pianeta GJ 357 b è il 22% più grande della Terra e ha una temperatura
di 254°C. Questo pianeta viene descritto come una Terra calda, quindi
non può ospitare la vita, ed è uno degli esopianeti più vicini scoperti
fino ad ora. GJ 357 d è invece molto più interessante. Infatti questo
pianeta si trova ai limiti della fascia di abitabilità, cioè della
regione del suo sistema planetario in cui le temperature sono tali da
permettere la presenza di acqua liquida. Il pianeta riceve la stessa
quantità di energia stellare che riceve Marte dal Sole. Sappiamo che un
tempo sul Pianeta Rosso erano presenti oceani, quindi è plausibile che
anche sulla superficie GJ 357 d ci possa essere acqua liquida, sempre
che il pianeta abbia un’atmosfera adeguata. GJ 357 d ha una massa di
almeno 6,1 masse terrestri e orbita attorno alla sua stella in circa
55,7 giorni terrestri, ad una distanza equivalente al 20% di quella tra
la Terra e il Sole. Non si conoscono ancora le dimensioni e la
composizione di questo pianeta, ma se è roccioso è plausibile che abbia
una dimensione non superiore al doppio di quella terrestre. Il pianeta
centrale, GJ 357 c, ha una massa di almeno 3,4 masse terrestri, ha una
temperatura superficiale di 127°C e orbita attorno alla sua stella in
9,1 giorni terrestri. Il sistema merita di essere studiato
approfonditamente, dato che su GJ 357 d potrebbero esserci le condizioni
adatte per ospitare la vita. Inoltre è particolarmente vicino: è
situato nella costellazione dell’Hydra (a Teschio Rosso piace questo
elemento) a soli 31 anni luce di distanza. A proposito di esopianeti
vi ricordo che avete tempo fino al 10 ottobre per partecipare al
concorso NameExoWorlds, basta che vi colleghiate al sito altrimondi.inaf.it/iau100.
Vi ricordo inoltre che questo sabato ci sarà osservazione pubblica del
Sole dalle 10:30 alle 17:30 presso il nostro osservatorio. Per
informazioni chiamatemi al numero 3290689207 entro domani sera (sabato
non risponderò in quanto in osservatorio i cellulari non prendono). A presto!
Sara
Il sistema GJ 357 (Image credits: NASA)Teschio Rosso (Image credits: MARVEL)
Mega ciao! Sabato 10 agosto l’osservatorio sarà aperto per
l’osservazione del Sole. Potrete vedere da vicino la nostra stella con
il telescopio solare Lunt, che permette di ammirare, oltre alle macchie
solari (quando ci sono), la granulosità e le protuberanze.
L’osservatorio sarà aperto dalle 10:30 alle 13:00 e dalle 14:00 alle
17:30 (la pausa pranzo mi serve per non collassare come un buco nero nel
bel mezzo della spiegazione). Vi aspettiamo numerosi! A presto!
Mega ciao! SOLUZIONE ASTROQUIZ 17 Vi avevo chiesto dove si
pensava si trovasse la galassia a spirale di Andromeda all’epoca della
pubblicazione del catalogo Messier (1774). La risposta corretta è: nella
Via Lattea. Charles Messier era un cacciatore di comete, cioè sondava
la volta celeste alla ricerca di nuove comete. Nelle sue serate di
osservazione però si è imbattuto in degli oggetti nebulosi, che
assomigliavano a delle comete ma non lo erano. Questi oggetti erano
nebulose, ammassi stellari e galassie.
Il buon Messier ha preso nota delle loro posizioni e nel 1774 le ha
pubblicate in un catalogo. La galassia di Andromeda è catalogata sotto
la sigla M31, ma nella pubblicazione di Messier è riportata come
nebulosa di Andromeda. Si pensava infatti che tutti gli oggetti nebulosi
facessero parte della Via Lattea. E’ stato solo molto più tardi, nel
1924, che Edwin Hubble scoprì che le “nebulose a spirale” altro non
erano se non delle galassie, situate a milioni di anni luce di distanza.
Lui usò le variabili cefeidi scoperte nella “nebulosa di Andromeda” per
determinarne la distanza. Queste stelle hanno infatti una relazione ben
definita tra periodo e luminosità. Una volta noto il periodo dalle
osservazioni è possibile determinare la magnitudine assoluta. Una volta
determinata la magnitudine assoluta, dal confronto con la magnitudine
apparente è possibile calcolare la distanza dell’oggetto.In questo modo
Hubble scoprì che la nebulosa di Andromeda era in realtà una galassia.
Sospettando che non fosse l’unico oggetto al di fuori della Via Lattea,
ha poi condotto uno studio su tutte le altre “nebulose a spirale” per
determinare quante tra queste fossero galassie. Infine ne ha studiato la
morfologia e nel 1926 ha pubblicato l’atlante morfologico delle
galassie, le cui forme sono riassunte nel famosissimo diagramma a
diapason. A presto!
Sara
Edwin HubbleLa galassia a spirale di AndromedaIl diagramma a diapason
Mega ciao! Grazie a tutti quelli che hanno partecipato
all’osservazione ieri sera, eravate tantissimi! E’ sempre molto bello
vedere come l’astronomia riesca ad entusiasmare adulti e bambini 🙂
Ieri abbiamo beccato la serata giusta: stellata pazzesca! C’era il
mitico Giove talmente nitido che si riusciva a distinguere anche la
grande macchia rossa. La Via Lattea faceva luce e si distinguevano
perfettamente ad occhio nudo la galassia di Andromeda e il doppio
ammasso di Perseo! Per chiudere in
bellezza la serata non poteva mancare M82, la mia galassia preferita.
SPETTACOLARE! Spiegato le meraviglie dell’universo per 3 ore e mezza di
fila e questo giro è stato particolarmente soddisfacente ricevere solo
domande intelligenti! Grazie a tutti! Vi aspetto in osservatorio il
24 agosto per l’ultima osservazione pubblica notturna della stagione.
Tenete d’occhio la nostra pagina facebook e il nostro sito perchè
probabilmente organizzerò qualche altra osservazione del Sole. A presto!
Mega ciao! Vi ricordo che domani sera (3 agosto) ci sarà osservazione pubblica del cielo notturno presso il nostro osservatorio. L’osservazione comincerà dopo le 21:00, appena saranno visibili Giove e Saturno. L’evento sarà annullato solo in caso di pioggia. Per informazioni chiamatemi al numero 3290689207 entro le ore 18:00 di domani (se mi chiamerete più tardi non risponderò in quanto in osservatorio i cellulari non prendono). Vi aspettiamo numerosi!