L’oroscopo serio

Mega ciao!
Ripresi dai festaggiamenti? Il 2019 è cominciato e, come ogni gruppo astronomico che si rispetti, partiamo anche noi con l’oroscopo (quello serio). Tutti pronti? Partiamo:
– CAPRICORNO: le stelle ed i pianeti non influenzeranno in alcun modo la vostra vita;
– ACQUARIO: i pianeti e le stelle non influenzeranno in alcun modo la vostra vita;
– PESCI: le stelle e i pianeti non influenzeranno in alcun modo la vostra vita;
– ARIETE: i pianeti e le stelle non influenzeranno la vostra vita in alcun modo;
– TORO: le stelle ed i pianeti non influenzeranno in alcun modo la vostra vita;
– GEMELLI: i pianeti e le stelle non influenzeranno la vostra vita nemmeno se li pregherete;
– CANCRO: le stelle ed i pianeti non influenzeranno la vostra vita neanche lontanamente;
– LEONE: i pianeti e le stelle vi lasceranno vivere anche quest’anno senza influenzare minimamente la vostra vita;
– VERGINE: nemmeno la vostra vita sarà influenzata da stelle e pianeti;
– BILANCIA: la vostra vita non sarà nemmeno lontamente influenzata da stelle e pianeti, nemmeno se farete appello al lato oscuro della forza e vi arruolerete nell’esercito dell’Impero;
– SCORPIONE: le stelle ed i pianeti non influenzeranno la vostra vita in alcun modo;
– OFIUCO (eh già…le costellazioni dello zodiaco sono 13): pur essendo estremamente dispiaciuti del fatto che nessun oroscopo vi nomina mai, nemmeno la vostra vita sarà influenzata da stelle e pianeti;
– SAGITTARIO: i pianeti e le stelle non influenzeranno la vostra vita nemmeno se invocherete l’intervento di Ra.

Abbiamo quindi visto che anche quest’anno alle stelle, ai pianeti ed all’Universo in generale non importa assolutamente niente delle vostre vite. L’unica cosa che le stelle hanno fatto e che, in qualche modo, ci è stata d’aiuto è questa: miliardi di anni fa, molto prima che si formasse la Terra, la prima generazione di stelle della nostra galassia è esplosa. Il loro materiale è andato a formare nebulose, ovvero nuvolette di gas e polvere situate nello spazio interstellare. Da una di queste si è formato il Sole e dal disco protoplanetario attorno ad esso si sono formati 8 pianeti. Uno di questi è la Terra. Qualche tempo dopo si è sviluppata la vita, sono comparsi i dinosauri, i dinosauri si sono estinti e l’evoluzione ha portato alla nascita dell’uomo. L’essere umano è fatto del materiale di cui era formata la nebulosa generata dall’esplosione di altre stelle. Quindi possiamo dire che, a tutti gli effetti, noi siamo polvere di stelle (“We are made of starstuff” cit. Carl Sagan).
Buon Anno a tutti!

Sara

Buon Anno!

Mega ciao!
Ora che il 2018 volge al termine è giunto il momento di tirare le somme. Come sapete quest’anno è stato il 40° anniversario del nostro gruppo ed abbiamo festeggiato alla grande con una serie di osservazioni del cielo, una mostra astronomica ed un ciclo di conferenze culminato con l’arrivo del Prof. Kip Thorne. Siamo stati veramente molto felici di vedere come l’astronomia continui ad appassionare adulti e bambini, Ma diamo un po’ di numeri:
– il 27 luglio all’osservazione dell’eclissi totale di Luna abbiamo avuto circa 800 partecipanti;
– nei 10 giorni di apertura della mostra sono passati più di 1000 visitatori (il tempo non ha aiutato quindi è andata bene così…sapete noi astrofili siamo un po’ sfortunati: se organizziamo osservazioni pubbliche è brutto tempo, mentre se apriamo una mostra c’è un Sole che spacca e scappano tutti in montagna #maiunagioia #asansastarkpiacequestoelemento);
– alle conferenze organizzate presso il Lanificio Conte e Palazzo Toaldi Capra abbiamo avuto una media di 90 partecipanti, con un picco di 150 partecipanti alla conferenza del Prof. Giuseppe Tormen;
– alla conferenza del Prof. Kip Thorne abbiamo riempito il Teatro Astra: 875 partecipanti!
E’ stato un anno pazzesco e che ci ha regalato emozioni forti! Non so se è successo anche a voi, ma ogni tanto durante la conferenza di Kip il mio cervello andava in blackout e l’unico pensiero che riusciva a sfornare era: “Porca vacca! Kip sta sul serio tenendo una conferenza qui!”.
Voglio ringraziare ancora tutti gli sponsor ed il Comune di Schio che hanno permesso la realizzazione degli eventi. Ringrazio il Professor Kip Thorne, i Professori Enrico Maria Corsini, Giuseppe Tormen e Paola Marigo dell’Università di Padova, la Professoressa Leopoldina Moro del Liceo Corradini, Alice Sella e Francesca Dal Pozzolo per le bellissime conferenze tenute. Ringrazio i ragazzi del progetto alternanza scuola lavoro del Liceo Corradini di Thiene che si sono dimostrati delle guide incredibili alla nostra mostra. Ringrazio tutti gli astrofili che hanno dato una mano nella realizzazione degli eventi e che hanno costruito gli esperimenti presenti alla mostra. Ringrazio di nuovo Ilaria Tessari, Alice Sella e Francesca Dal Pozzolo che mi hanno dato una mano a selezionare le foto migliori per la mostra, a realizzare le descrizioni e la grafica di tutti i pannelli #sietedeidraghi #dracarys.
Ma soprattutto ringrazio voi che avete partecipato con entusiasmo a tutti i nostri eventi! Se siamo riusciti a trasmettervi un po’ della nostra passione per l’astronomia continuate a seguirci! Il 2019 porterà un’altra bella serie di eventi 😉
Buon Anno a tutti!

Sara

Buon Natale

Mega ciao!
Ormai sapete che, come ogni astronomo che si rispetti, sono parecchio nerd. Quindi potete immaginare che passati gli esami qui andiamo di maratone: “Il Signore degli Anelli”, “Lo Hobbit”, “Jurassic Park” e, ovviamente, “Star Wars”. Anche alla NASA piacciono molto le idee che vengono dall’universo creato da George Lucas, quindi, restando in tema esopianeti, ha cercato possibili corrispondenti tra i pianeti visitati dal grande Luke Skywalker e quelli reali. E….rullo di tamburi…li ha trovati! In particolare la NASA è riuscita a trovare proprio il pianeta in cui è cresciuto il nostro giovane Jedi: Tatooine. Questo è un pianeta che ha ben due soli, quindi si trova in un sistema binario. Ci si può chiedere se la vita sia possibile in queste condizioni. La risposta è si, basta solo che il pianeta si trovi alla distanza giusta dalle due stelle. Tatooine nella galassia lontana lontana di “Star Wars” è un pianeta caratterizzato da ampi deserti, ma in realtà, se si trovasse nella giusta posizione rispetto alle due stelle, potrebbe non averli ed essere pertanto molto simile alla Terra.
Tantissimi auguri di Buon Natale da Tatooine, R2-D2 e da tutto il Gruppo Astrofili di Schio!
A presto!

Sara

Metodo dei transiti

Mega ciao!
Come avete potuto notare dal grafico di ieri la maggior parte degli esopianeti è stata scoperta con il metodo dei transiti. Questo si basa sul fatto che se un pianeta transita davanti alla sua stella, la luminosità della stella diminuirà. Questa diminuzione non è molto grande in quanto i pianeti sono molto più piccoli delle loro stelle, ma la diminuzione risulta comunque misurabile. La curva di luce che si ricava dal transito ha una caratteristica forma ad U, da cui è possibile ricavare, grazie all’interpolazione con dei modelli, il raggio del pianeta, la durata del transito ed alcuni rapporti tra i parametri orbitali del sistema.
Sul metodo dei transiti si basava il Telescopio Spaziale Kepler, la cui missione era di monitorare la luminosità di più di 145000 stelle situate tra le costellazioni del Cigno, della Lira e del Drago per vedere se fossero dotate di un sistema planetario. Qualche anno fa Kepler ha permesso la scoperta del pianeta Kepler 452b, situato nella costellazione del Cigno a circa 1600 anni luce di distanza. Questo è un pianeta molto simile alla Terra: è più grande del nostro pianeta del 60%, orbita attorno alla sua stella in 385 giorni terrestri e si trova nella fascia di abitabilità del suo sistema planetario. Che si sia sviluppata la vita? Difficile determinarlo. Un contatto con i nostri cugini abitanti di Kepler 452b è un po’ complicato a causa dei 1600 anni luce di distanza. Ma se ci volete provare un buon metodo potrebbe essere quello di spedire il messaggio, ibernarvi per circa 3800 anni, scongelarvi, farvi una damigiana di cioccolata calda o vin brulè e stare incollati al vostro radiotelescopio nella speranza che vi arrivi la risposta.
A presto!

Sara

Ricaduta tecnologica delle missioni spaziali

Mega ciao!
Riprendiamo il discorso sulla ricaduta tecnologica delle missioni spaziali nella vita quotidiana. Sapete benissimo che a causa dell’inquinamento l’acqua che beviamo deve essere prima opportunamente filtrata. I sistemi di filtraggio sono stati inventati per filtrare l’acqua che gli astronauti bevevano a bordo delle navicelle Apollo. Poi questi filtri sono stati introdotti anche qui sulla Terra e sono stati migliorati in modo da purificare l’acqua, inibire i batteri e renderla gradevole al gusto.
Per le tute spaziali la NASA ha sviluppato dei polimeri resistenti al fuoco. Questi oggi vengono utilizzati sia nelle tute protettive dei vigili del fuoco che per usi civili e militari.
Scommetto che tutti almeno una volta nella vita vi siete fatti un bel selfie. Il sensore della fotocamera del vostro cellulare viene dalla NASA, che in origine l’aveva pensato per riprendere galassie lontane e successivamente l’ha rimpicciolito in modo che voi oggi possiate scattare bellissime foto.
A presto!

Sara

 

Un grande balzo in avanti per la tecnologia

Mega ciao!
Ogni volta che viene spedita una sonda/astronave nello spazio c’è sempre chi scrive papiri sul fatto che non ha senso “sprecare” miliardi di dollari in missioni spaziali. Che tutti questi soldi potrebbero essere utilizzati per migliorare la vita sulla Terra. Però forse non sapete che proprio gli sforzi che sono serviti per queste missioni hanno apportato un notevole miglioramento tecnologico sia nella vita di tutti i giorni che in campo medico. Restando in ambito delle missioni Apollo di cui abbiamo parlato ieri, la tecnologia utilizzata per portare l’uomo sulla Luna ha avuto una gran bella ricaduta qui sulla Terra. Per esempio, la tecnologia dell’Apollo è stata utilizzata per sviluppare un macchinario per la dialisi migliore, con cui il paziente ha più libertà di movimento e viene risparmiata energia elettrica. Uno dei sistemi che servivano per controllare il flusso di propellente nel motore del Saturno V è stato utilizzato anche per gli Space Shuttle. Inoltre, grazie ad esso, è stato sviluppato un sistema medico programmabile, progettato in modo tale da iniettare automaticamente medicinali nel corpo (ad es. insulina). Un altro sistema prodotto in campo medico grazie alla tecnologia delle navicelle Apollo è il pacemaker ricaricabile, un dispositivo impiantato nel torace che serve per tenere sotto controllo le anomalie cardiache.
Le missioni Apollo hanno permesso di creare degli strumenti per l’utilizzo dell’energia rinnovabile: i pannelli solari. Questi, oltre ad essere utilizzati per fornire energia alle case ed ai lampioni, vengono impiegati anche in scala più piccola nelle calcolatrici ed in ambito spaziale come sistema di alimentazione della ISS.
Questi sono solo alcuni dei progressi fatti solamente grazie alle missioni Apollo. Le nuove missioni spaziali, oltre a fornire una grandissima quantità di scoperte scientifiche, continuano a fornire tecnologia che viene applicata nella vita di tutti i giorni. Nei prossimi post andremo a vedere quali sono queste nuove tecnologie.
A presto!

Sara

Apollo landing site

Mega ciao!
Ogni tanto, dopo aver tenuto lezioni o conferenze, mi capita di trovarmi a dover rispondere ad affermazioni del tipo “Tanto non siamo mai stati sulla Luna…l’uomo non è mai uscito dalle fasce di Van Allen”. Ebbene, sulla Luna ci siamo stati! A partire dal 20 luglio 1969 ben sei navicelle Apollo sono atterrate con successo, portando 12 astronauti americani a passeggiare sulla superficie del nostro satellite. I primi due sono quelli di cui si ricordano tutti: Neal Armstrong e Buzz Aldrin. In molti dicono che è stata tutta una montatura, che l’ombra della bandiera non si vede (beh guardate meglio perchè c’è!) e che il distacco tra la superficie della Luna e il nero del cielo è troppo netto (si chiama distorsione visiva ed è dovuta al fatto che la Luna non ha un’atmosfera. Anche la vista degli astronauti aveva questo problema, motivo per cui nei rover lunari veniva montato un GPS per permettere agli astronauti ritrovare il LEM). Sapete qual è la cosa fantastica dell’assenza di un’atmosfera? Manca l’erosione da parte degli agenti atmosferici quindi i crateri si mantengono intatti dalla loro formazione (miliardi di anni fa) e le impronte lasciate dagli astronauti non vengono cancellate. Nel 2012 la sonda Lunar Reconnaissaince Orbiter è andata ad orbitare attorno alla Luna ed ha fotografato le zone di atterraggio delle navicelle Apollo (nella foto vedete quella dell’Apollo 11). Inutile dire che c’è ancora tutto: il modulo di discesa del LEM, che ha permesso agli astronauti di scendere sulla Luna,il PSEP, cioè il rilevatore di attività sismica, LRRR, un esperimento che permette la costante misurazione della distanza Terra-Luna. Inoltre se notate ci sono delle strisce un po’ più scure che vanno dal modulo di discesa al cratere a destra, al PSEP e all’ LRRR. Sapete cosa sono? Le impronte degli astronauti.
Concludo dicendovi un’ultima cosa e dandovi un consiglio.
Nell’era di internet è facile trovare blog di chi grida al complotto per qualsiasi cosa: dalla Terra piatta alle scie chimiche, dal “Non siamo mai stati sulla Luna” a “L’Australia non esiste”. Se volete notizie affidabili cercate i siti della NASA, dell’ESA, dei vari osservatori sparsi in giro per il mondo, dei gruppi astrofili seri oppure andate in biblioteca e leggete!
A presto!

Sara

L’evaporazione di un pianeta

Mega ciao!
E’ stato di recente scoperto un nuovo pianeta extrasolare: GJ 3470b. Questo è un oggetto veramente molto simpatico ed interessante. Infatti è un pianeta di tipo nettuniano caldo, con una temperatura di circa 900°C, una massa di circa 13,7 masse terrestri e che la cui orbita ha un semiasse maggiore di 0,03 unità astronomiche, cioè è molto vicino alla sua stella, anzi più vicino di quanto lo sia Mercurio al Sole). La cosa bizzarra di questo pianeta è che sta evaporando, cioè sta perdendo parte della sua atmosfera nello spazio. Il gas perso forma una gigantesca bolla per poi disperdersi nello spazio. La perdita di materiale sembra sia causata dalla radiazione della stella che scalda le particelle dell’atmosfera talmente tanto che queste raggiungono la velocità di fuga. Gli astronomi hanno stimato che nel corso della sua vita il pianetà ha perso più del 35% della sua massa e continuerà a perderne. Di conseguenza si trasformerà in un mini-Nettuniano o in una super Terra.
A presto!

Sara

L'immagine può contenere: notte e cielo

C’è acqua su Bennu!

Mega ciao!
Non ci crederete, ma un fenomeno ha lanciato una nuova teoria: la Terra ha la forma di una ciambella (a Homer Simpson piace moltissimo questo elemento). Li sentite anche voi Eratostene, Copernico, Keplero, Einstein, Hawking e tutti i più grandi scienziati del passato rivoltarsi nella tomba? Dopo questa notizia che vi avrà sicuramente strappato una risata disperata/isterica passiamo a cose serie. Tempo fa vi avevo parlato della partenza della sonda OSIRIS-REx, la prima sonda destinata ad andare su un asteroide, raccoglierne un campione e tornare sulla Terra in modo che gli scienziati della NASA possano analizzarlo. Ebbene la sonda è arrivata in prossimità di Bennu (qui sotto l’immagine realizzata dalla NASA) e ha fatto una scoperta eccezionale: ha trovato tracce di molecole contenenti idrogeno ed ossigeno legati tra loro. In particolare sembra che l’argilla, che forma la zona analizzata dallo spettrometro della sonda, contenga acqua! Bennu è troppo piccolo per poter ospitare acqua liquida, ma pare che il corpo più grande da cui si è formato ne avesse. Questo rende l’asteroide molto interessante e potrebbe permetterci di capire come si sono formate e che composizione chimica avevano le prime sostanze volatili ed organiche all’interno del Sistema Solare. Il rientro della sonda è previsto per il 2023 e ci aspettiamo delle scoperte sensazionali.
A presto!

Sara

Image credits:  NASA/Goddard/University of Arizona

Voyager 2 esce dall’eliosfera

Mega ciao!
Scusate l’assenza ma sono persa nei meandri della fisica quantistica. Vi avevo promesso una serie di post per fornirvi le prove scientifiche del fatto che la Terra non è piatta. Questi post arriveranno prossimamente.
Oggi parliamo della sonda Voyager 2. Ieri è arrivata la notizia dalla NASA che la sonda ha finalmente lasciato l’eliosfera, cioè quella bolla protettiva creata dal campo magnetico solare. Ci sono giornali che stanno dicendo che, per questo motivo, la Voyager 2 ha lasciato il Sistema Solare: NON E’ VERO!!! La sonda si trova ancora ben all’interno del nostro sistema, a soli 18 miliardi di chilometri di distanza dalla Terra! Questo significa solo che comunicare con la sonda è un po’ complicato: ci vogliono circa 16 ore e mezza perchè un segnale proveniente dalla Voyager arrivi sulla Terrra e altre 16 ore e mezza perchè un comando digitato dal centro di controllo arrivi alla sonda.
I confini del Sistema Solare invece vengono posti al termine della Nube di Oort, cioè una regione in cui sono presenti le comete che si estende da circa 1000 unità astronomiche di distanza dal Sole a circa 100 mila unità astronomiche. L’unità astronomica è definita come la distanza tra la Terra ed il Sole, che è di circa 150 milioni di chilometri. Quindi se volete fare le dovute conversioni, per capire a quanti chilometri corrisponde il confine esterno della nube di Oort, vi basterà moltiplicare 100 mila unità astronomiche per 150 milioni di chilometri: risultano circa 15 mila miliardi di chilometri. La Voyager 2 ci metterà circa 300 anni per arrivare all’inizio della nube di Oort e circa 30 mila anni per raggiungerne il confine ed uscire finalmente dal Sistema Solare.
A presto!

Sara

 

Immagine della NASA