Il campo profondo di Chandra

Mega ciao!

Questa è un’immagine ripresa dal Chandra X-ray Observatory. Cosa saranno mai tutti questi bei puntini colorati? Che siano stelle? Assolutamente no! Sono tutti buchi neri. Quello che si vede non sono i buchi neri veri e propri, perchè, come dice la parola, sono proprio neri. Vediamo i dischi di accrescimento, cioè dischi di gas che spiraleggiano verso i buchi neri. Nelle regioni interne riescono a raggiungere temperature elevatissime, quindi emettono raggi X. Una parte della radiazione riesce a scappare e ad arrivare agli osservatori spaziali. Questo è uno dei metodi con cui si riescono a scoprire buchi neri.

A presto!
Sara

Chandra Deep Field South (Image credits: NASA)

Il passato turbolento di Marte

Mega ciao!

Uno degli elementi più affascinanti del pianeta rosso è la Valles Marineris, un canyon originato da eventi catastrofici che hanno sconvolto la superficie di Marte. La Valles Marineris è lunga 5000 km, larga 250 km e profonda 6 km. Un altro elemento che testimonia il passato turbolento del pianeta è il deserto di Hellas, un cratere da impatto del diametro di 1800 km.

Buona domenica!

A presto!

Sara

Valles Marineris (Image credits: NASA)
Hellas Planitia (Image credits: NASA)

Premessa all’oroscopo 2021

Mega ciao!

L’anno nuovo sta arrivando e, come promesso, porterà con sè l’oroscopo più serio e affidabile, con tutte le previsioni esatte su come stelle e pianeti influenzeranno il vostro 2021! Ah no, aspettate un attimo…stelle e pianeti non influenzeranno un bel niente, tranne la mia vita e quella di astronomi e astrofili, ma solo perché è sempre emozionante vedere certe immagini astronomiche e alcuni dati pazzeschi! In questo post facciamo un po’ di premesse che vi aiuteranno a capire meglio le predizioni per il vostro segno.

Le costellazioni zodiacali, ovvero quelle attraversate dal Sole durante il suo percorso apparente in cielo, non sono 12 come vogliono farvi credere gli astrologi, ma sono 13. Loro si sono persi per strada la costellazione dell’Ofiuco!

Le costellazioni non corrispondono ai mesi che trovate nell’oroscopo a causa di un fenomeno chiamato precessione degli equinozi. Cos’è? L’asse terrestre, inclinato di 23°27’, compie un movimento a doppio cono a causa dell’attrazione gravitazionale del Sole e della Luna. Questo fa precedere la Terra lungo la sua orbita, quindi il punto dell’equinozio di primavera non si trova più nella costellazione dell’Ariete, ma si è spostato nei Pesci e nel 2700 si troverà nell’Aquario.

Le costellazioni sono state inventate per riuscire ad orientarsi anche di notte (migliaia di anni fa non avevano il navigatore satellitare) e le varie forme sono state ottenute facendo il gioco di unire i puntini più luminosi, in stile settimana enigmistica. Potreste tranquillamente uscire la sera, unire i puntini in forme completamente diverse e non cambierebbe nulla!

La stella più vicina al nostro sistema, Proxima Centauri, dista circa 4.25 anni luce, ovvero 40208 miliardi di chilometri. Questa è una distanza troppo grande perché la stella ci possa influenzare. Le altre stelle che compongono le varie costellazioni sono ancora più lontane, quindi facendo i conti in modo accurato trovate che non c’è quasi alcun modo in cui possano influenzare le vostre vite. Perché ho scritto quasi? Per un motivo semplicissimo: se una stella dalle 8 masse solari in su, situata abbastanza vicina al Sistema Solare, esplodesse in una supernova potrebbe far abbassare la ionosfera terrestre e causare l’estinzione dell’umanità.

Gli oroscopi di solito vi parlano anche dei pianeti del Sistema Solare e di congiunzioni particolari che, secondo gli astrologi, sarebbero la causa di catastrofi di proporzioni epiche. Per esempio, lo scorso 21 dicembre c’è stata la grande congiunzione di Giove e Saturno. Cos’è successo? I due pianeti, percorrendo le rispettive orbite, si sono avvicinati sempre di più sulla volta celeste e il 21 dicembre hanno raggiunto la minima distanza, risultando quasi indistinguibili ad occhio nudo. Risentiremo di qualche controindicazione? Assolutamente no: i due pianeti erano vicini solamente per un effetto prospettico. Giove distava da noi circa 886 milioni di chilometri, mentre Saturno 1 miliardo e 619 milioni di chilometri. Non hanno mai corso il rischio di scontrarsi tra loro (le loro orbite non si intersecheranno mai!) e sono troppo lontani per influenzare le nostre vite. Anche se effettivamente c’è un modo in cui i due giganti gassosi ci influenzano: ci proteggono dalla maggior parte degli asteroidi potenzialmente pericolosi, quindi li potete considerare come i nostri due scudi spaziali. Detto ciò, siete pronti per l’oroscopo? Lo troverete in questo sito e sulla pagina Facebook del Gruppo Astrofili di Schio allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre 😉

A presto!

Sara

La precessione degli equinozi

Mega ciao!

Dal nostro sistema di riferimento sulla superficie terrestre ci sembra che il Sole orbiti attorno alla Terra, ma sapete tutti che in realtà succede esattamente il contrario. Se consideriamo il percorso apparente della nostra stella in cielo (dico apparente perchè non è il Sole a muoversi) ci accorgiamo che, durante l’anno, attraversa una serie di costellazioni: le costellazioni zodiacali. Quante sono? Sono 13! Ma come?!!! Nell’oroscopo e nei temi astrali i segni zodiacali sono 12! Il Sole se ne frega dei “conti” degli astrologi e attraversa anche la costellazione dell’Ofiuco. Poverino, lo snobbano tutti! L’Ofiuco è una costellazione gigantesca, situata sotto Hercules, sopra lo Scorpione e vicino all’Aquila. Se sondate la regione dell’Ofiuco con un telescopio troverete un sacco di ammassi stellari interessanti. Mi raccomando, non dimenticatevi più di lui!

Comunque oggi volevo parlarvi anche di un fenomeno molto interessante la cui scoperta è attribuita ad Ipparco (130 a.C.): la precessione degli equinozi. Sole e Luna influenzano moltissimo il nostro pianeta. L’azione combinata della loro forza di gravità provoca un movimento a doppio cono dell’asse terrestre. Cosa significa? L’asse terrestre è inclinato di 23°27′ e, pur non cambiando inclinazione, descrive un doppio cono in circa 26000 anni. Quindi i poli terrestri descrivono un cerchio attorno ai poli dell’eclittica. I punti di intersezione tra l’eclittica (il cerchio massimo che descrive il moto apparente del Sole in cielo) e dell’equatore traslano, spostandosi in senso orario di circa 50” all’anno, andando così incontro al Sole. Questo è il motivo per cui la durata dell’anno tropico è inferiore rispetto a quella dell’anno siderale. Cosa significa la precessione degli equinozi rispetto alle altre stelle? L’asse terrestre, che oggi è puntato nei pressi della Stella Polare, tra circa 11000 anni sarà puntato verso Vega, la stella più luminosa della costellazione della Lira. Inoltre i mesi dell’anno non corrispondono più alle costellazioni zodiacali nell’ordine che trovate negli oroscopi. Il punto dell’equinozio di primavera, detto anche punto di Ariete, che segna l’intersezione tra eclittica ed equatore non si trova più nella costellazione dell’Ariete: oggi si trova nella costellazione dei Pesci. Tra qualche secolo si sposterà nell’Aquario. Quindi tenete bene a mente che il vostro segno zodiacale non è quello dell’oroscopo! Per capire qual è ricordatevi di traslare i segni della giusta quantità e di aggiungere la costellazione dell’Ofiuco. Ricordatevi anche che le stelle (tranne il Sole) non influenzeranno mai la vostra vita. C’è solo un caso in cui una stella potrebbe influenzarvi: se fosse vicina al Sistema Solare ed esplodesse in supernova. Questo infatti potrebbe far abbassare la ionosfera terrestre talmente tanto da provocare l’estinzione della razza umana.

A presto!

Sara

L’astrologia non è una scienza!

Mega ciao!

Ultimamente Facebook e giornali vari continuano a propormi post/articoli riguardanti l’astrologia (sì, il rumore che avete appena sentito è quello del mio stomaco che si ribalta). Dato che non riesco ancora a credere alla valanga di stupidaggini e di ignoranza che mi sono ritrovata davanti è mio dovere fare un po’ di chiarezza.

L’ASTROLOGIA NON E’ UNA SCIENZA! Sono solo una valanga di fandonie sparate una dietro l’altra. Dovreste averlo già capito quando Paolo Fox ha predetto un 2020 bellissimo e ricco di viaggi e invece….vi siete ritrovati in lockdown. Sono uscite le sue predizioni per il 2021 e indovinate un po’: prevede che sarà un anno difficile. Grazie! Non l’avrei mai detto😑Comunque, lasciando da parte il Fox nazionale, da Facebook è arrivato un post che mi ha lasciata senza parole: l’immagine di alberi con foglie gialle e arancioni, accompagnata da un commento sul fatto che è tutto dovuto allo scorpione e che la natura se ne frega della precessione degli equinozi. I miei poveri diplomi di laurea hanno subito un processo di autocombustione! Lo Scorpione non ha nulla a che fare con il colore delle foglie degli alberi! Questo si chiama cambio di stagione ed è dovuto semplicemente all’inclinazione con cui i raggi del Sole colpiscono la Terra. E’ una cosa che riuscirebbe a spiegarvi anche un bambino delle elementari!

Che le stelle e i pianeti non influenzano le nostre vite era cosa bene nota già agli astronomi del ‘600. Geminiano Montanari (1633-1687) veniva costretto a scrivere predizioni astrologiche, come tutti gli astronomi dell’epoca. Lui però ha fatto una grande cosa: dopo aver pubblicato per nove anni un giornaletto di predizioni astrologiche dal titolo “Il Frugnuolo degli Influssi”, ha scritto un libro in cui ha spiegato e confutato tutte le predizioni perchè le stelle non possono assolutamente influenzare la nostra vita. Se volete saperne di più e divertirvi un sacco leggete il suo libro intitolato “L’astrologia convinta di falso”.

Che altro dire? Le costellazioni zodiacali non sono dodici: c’è anche l’Ofiuco. Perchè sono importanti queste costellazioni? Solamente perchè sono quelle che troviamo lungo l’eclittica, ovvero quel cerchio massimo che segna il percorso apparente del Sole in cielo. Perchè si chiama percorso apparente? Semplice: non è il Sole ad orbitare attorno alla Terra, ma il contrario. Dal nostro pianeta però, a seconda del punto dell’orbita in cui ci troviamo, vedremo il Sole proiettato in una costellazione piuttosto che in un’altra. Tra le costellazioni attraversate dal Sole lungo il suo percorso apparente in cielo troviamo anche l’Ofiuco! La precessione degli equinozi è un dato di fatto. Agli astrologi non piace perchè gli scombina i “calcoli” (che poi calcoli non sono….), ma è stata scoperta nel lontano 130 a. C. da Ipparco di Nicea. Cos’è la precessione degli equinozi? A causa dell’attrazione gravitazionale di Sole e Luna, l’asse terrestre, mantenendo sempre la sua inclinazione di 23°27′, compie un movimento a doppio cono. Questo significa che oggi l’asse terrestre punta verso la Stella Polare, ma tra qualche migliaio di anni punterà verso Vega, la stella più luminosa della costellazione della Lira. Cosa comporta per le costellazioni zodiacali? La Terra precede lungo la sua orbita, quindi il punto dell’equinozio di primavera, detto anche punto d’Ariete, oggi non si trova più nella costellazione dell’Ariete ma è slittato in quella dei Pesci e…slitterà ancora in un’altra costellazione e poi in un’altra ancora.

Che altro? Ah già! I pianeti. Nelle predizioni astrologiche parlano di congiunzioni planetarie come se non ci fosse un domani. Vi fanno credere che i pianeti possano influenzare la vostra vita e tra questi inseriscono anche Plutone. Plutone! Poverino. Plutone è più piccolo della nostra Luna e la sua distanza minima da noi è di 28.66 unità astronomiche, cioè 4 miliardi e 299 milioni di chilometri. Secondo voi può influenzarci? Ve lo dico io: NO! L’unica influenza positiva che possiamo avere è dai pianeti giganti. Occhio però che non influenzano il nostro umore, il nostro profilo psicologico o le nostre azioni. La loro influenza è di tipo molto diverso: grazie a loro la Terra è protetta da alcuni corpi rocciosi potenzialmente pericolosi, chiamati asteroidi! Dunque Giove e Saturno schermano la Terra da eventuali impatti e basta! Non fanno altro! Influenzano il mio umore solo quando li osservo al telescopio perchè sono veramente spettacolari!

Che altro? Ah giusto! Torniamo allo Scorpione che, secondo alcuni, influenza tanto le nostre vite. Antares, la sua stella più luminosa, si trova a circa 550 anni luce di distanza da noi e ha una luminosità circa 10 mila volte maggiore di quella del Sole. Questo significa che il flusso di energia che ci arriva dal Sole è di circa 1353.88 W/m2, mentre quello che ci arriva da Antares è di circa 1.13*10-8 W/m2. Secondo voi può influenzarvi? La risposta è: NO! Quando è sera e state cenando in cucina, la lampadina che è accesa sopra la vostra testa emana un flusso di energia molto più grande. Sono abbastanza sicura che nessuno di voi mi dirà che quella lampadina gli influenza la vita!

L’unica stella in grado di influenzare le nostre vite è il Sole, ma solo perchè è abbastanza vicino da fornirci una quantità di energia non trascurabile. La Terra si trova nella fascia di abitabilità del nostro Sistema Solare, ovvero in quella regione del sistema planetario in cui le temperature sono tali da permettere la presenza di acqua liquida, cosa che ha favorito lo sviluppo della vita come la conosciamo oggi. Vita che oltre all’acqua e all’ossigeno (nel nostro caso) necessita anche della luce e dell’energia del Sole.

Ci sono solo altri due casi in cui le stelle possono influenzare la Terra:

1- tra 5 miliardi di anni il Sole si espanderà in gigante rossa e ingloberà l’orbita di Marte, quindi la Terra sarà incenerita;

2- l’esplosione di una supernova particolarmente vicina può far abbassare la ionosfera terrestre talmente tanto da provocare la fine dell’essere umano.

Scusate il lungo sfogo! Vi prego di non farvi fregare dagli astrologi! L’astrologia non ha nulla di scientifico! Qualsiasi astronomo, astrofisico, fisico o scienziato in generale ve lo potrà confermare. Non date la colpa alle stelle di eventi terrestri o che riguardano la vostra vita: loro non possono influenzarvi!

A presto!

Sara

Antares (Image credits: ESO)

Felice Halloween Vol. 2

Mega ciao!

Tremate, tremate…le streghe son tornate! Vi presento IC 2118, la nebulosa “Testa di strega”, situata nella costellazione di Orione a circa 800 anni luce di distanza da noi. IC 2118 è una nuvoletta di gas e polvere interstellare con una dimensione di circa 70 anni luce. In questa immagine potete vederla nell’infrarosso. Nella regione della nebulosa, dove si stanno formando nuove stelle, si possono vedere anche stelle massicce. La luce delle stelle massicce viene assorbita dalla nebulosa e riemessa nell’infrarosso, rendendo visibile il profilo della strega cattiva!

A presto!

Sara

La nebulosa testa di strega (Image credits: NASA)

Felice Halloween Vol. 1

Mega ciao!

Pronti a festeggiare Halloween? Preparatevi a dei post spaziali da brividi?

Anche l’universo ci regala delle immagini a tema Halloween.

Negli anni ’70 la NASA ha spedito su Marte due sonde, le Viking 1 e 2, che erano dotate di moduli di atterraggio con una missione speciale: fare degli esperimenti su campioni di suolo marziano per vedere se fossero presenti dei microrganismi. Purtroppo i quattro esperimenti hanno dato risultati di dubbia interpretazione, quindi non sappiamo ancora se sia presente la vita sul pianeta rosso. Mentre i due lander portavano avanti i loro esperimenti, le sonde continuavano ad orbitare attorno a Marte e ad inviare a terra delle foto spettacolari. Quando gli astronomi hanno visto la foto inquietante che trovate qui sotto hanno esclamato: “Oh, per tutte le stelle cadenti, quella è una faccia! Ma, quindi, qualcuno deve averla costruita! Allora i marziani ci sono! Ma dove si saranno nascosti? Andiamo a cercarli!” Però cerca di qua e cerca di là, non hanno trovato nessuna traccia degli omini verdi. Allora hanno deciso di andare ad osservare di nuovo la faccia di Marte e hanno scoperto che non è una faccia: è semplicemente un’illusione ottica provocata da un gioco di luci e ombre su un piccolo rilievo marziano. Peccato! Per gli omini verdi dovremo aspettare ancora parecchio tempo.

A presto!

Sara

La faccia di Marte (Image credits: NASA)

Un viaggio spaziale Vol. 4

Mega ciao!

Pronti per tornare a bordo della Firestorm?

Abbiamo lasciato i nostri eroi mentre stavano attraversando la fascia di asteroidi. Dagli oblò della navicella spaziale hanno potuto vedere da vicino Vesta, l’asteroide più brillante in cui si trova un cratere talmente profondo che ha scoperto gli strati del mantello. Mentre la navicella si allontana e l’equipaggio vede l’asteroide farsi sempre più piccolo, la sirena d’allarme comincia a suonare. Molti entrano nel panico: un allarme nello spazio non è mai una buona cosa. Se si rompe un pezzo dell’astronave non esiste l’officina spaziale in cui andare a comprare pezzi di ricambio! La comandante però sa il fatto suo e mantiene il sangue freddo. Si precipita nella cabina di comando e controlla quale allarme sia scattato. Il segnale arriva dal radar: ci sono dei piccoli oggetti in rotta di collisione con la Firestorm! Simone, addetto al controllo radar e al disegno di pezzi di ricambio dell’astronave, comunica alla comandante che quei piccoli sassi spaziali sono comparsi all’improvviso. Un piccolo asteroide si è schiantato contro Vesta, mentre la Firestorm si stava allontanando, scagliando una miriade di detriti nello spazio. L’impatto tra l’astronave e il corpo più vicino è previsto entro 5 minuti. La comandante ordina quindi a Gae, il pilota della missione, di cambiare rotta e portarsi ad una distanza di sicurezza dai detriti. Scampato il pericolo, i nostri eroi si rimettono in rotta verso Giove.

I mesi trascorrono tra un allarme e l’altro: non è sempre semplice calcolare le orbite degli asteroidi, perchè possono entrare in collisione tra loro modificando la loro traiettoria e lanciando detriti nello spazio. L’equipaggio ha i nervi a fior di pelle e per la comandante non è semplice mantenere l’ordine.

Come se non bastasse c’è stato un malfunzionamento dell’impianto di depurazione dell’acqua. Per i viaggi spaziali non è possibile trasportare una quantità infinita di cibo e acqua, quindi l’acqua viene riciclata. Questo significa che gli astronauti bevono la loro dose giornaliera di acqua, fanno pipì e questa viene filtrata e depurata in modo che possa essere bevuta di nuovo. Uno dei depuratori della Firestorm si è rotto, ma se ne sono accorti solamente quando due assetati astronauti si sono ritrovati pipì invece di acqua nel bicchiere. Fortunatamente nella stiva c’era il pezzo di ricambio giusto. Ovviamente nei viaggi spaziali non è possibile portarsi dietro infiniti pezzi di ricambio, anche perchè in un’astronave grande come la Firestorm ci sono un sacco di sistemi che necessitano di manutenzione. Come faranno gli astronauti quando il depuratore si romperà ancora? Simone disegnerà con estrema precisione il pezzo da sostituire e lo stamperà con una stampante 3D. La stampa di materiale 3D può essere molto utile nei viaggi spaziali, per evitare di sovraccaricare la navicella e di occupare troppo spazio. La prima stampante 3D è stata mandata nello spazio nel 2014. Sulla Stazione Spaziale Internazionale è stata utilizzata da diversi astronauti, tra cui l’italiana Samantha Cristoforetti, per stampare degli oggetti a gravità zero e confrontarli con quelli stampati sulla Terra. E’ risultato che le condizioni di microgravità non hanno effetti significativi sulla stampa 3D, quindi gli oggetti stampati possono essere utilizzati senza problemi.

Risolti tutti questi problemi, finalmente la Firestorm è uscita dalla fascia di asteroidi. Giove e le sue lune sono visibili fuori dall’oblò. L’equipaggio si appresta quindi ad entrare in orbita attorno al pianeta gigante del Sistema Solare.

Cosa succederà?

Lo scopriremo nella prossima puntata.

A presto!

Sara

Samantha Cristoforetti e la stampante 3D sulla ISS (Image credits: NASA)
Giove e le sue lune riprese dalla sonda Juno (Image credits: NASA)

Un viaggio spaziale Vol. 3

Mega ciao!

I nostri coloni hanno completato la costruzione della base Gagarin su Marte. La serra ha cominciato a funzionare a pieno regime e i botanici stanno coltivando come se non ci fosse un domani. Nel laboratorio gli astrobiologi stanno analizzando i campioni di terreno marziano alla ricerca di forme di vita, mentre nella sala controllo gli astronomi stanno manovrando il telescopio dell’osservatorio per sondare i misteri dell’universo. Tutto funziona a meraviglia ed è arrivato il momento per Gae pilotare il lander verso la Firestorm, per ricongiungersi con il resto dell’equipaggio.

Indossata la tutona spaziale, Gae esce nella bellissima desolazione della notte marziana e, alzati gli occhi al cielo, ammira per l’ultima volta le due piccole lune. Phobos e Deimos si sono formati in modo diverso rispetto alla nostra Luna. Un tempo erano degli asteroidi, che sono stati catturati dal campo gravitazionale del pianeta rosso. La loro superficie è cosparsa da una miriade di crateri. Una cosa divertente è che se andaste a visitare Phobos e decideste di spiccare un piccolo salto atterrereste ad un chilometro di distanza. Attenzione quindi a non darvi una spinta troppo forte, perchè vi ritrovereste a fluttuare nello spazio senza poter più tornare indietro. Insomma, morireste malissimo!

3, 2, 1…decollo! Gae parte e riporta il lander alla Firestorm. Dopo una tranquilla notte di riposo, la comandante ordina a Gae di mettere la navicella spaziale in rotta verso Giove. Non sarà un viaggio semplicissimo: tra Marte e il pianeta gigante del Sistema Solare c’è la grande fascia di asteroidi.

Gli asteroidi sono dei sassi spaziali di dimensione variabile tra qualche centimetro e qualche centinaio di chilometri. Orbitano attorno al Sole seguendo orbite ellittiche. Il problema è che possono essere deviati dalle loro traiettorie a causa dell’attrazione gravitazionale dei pianeti. In questo caso possono entrare in collisione tra loro e schiantarsi sparando nello spazio molti detriti. Questi possono mettersi in rotta di collisione con la Firebolt e provocare danni catastrofici. Essere colpiti da sassi spaziali non è mai una bella cosa, come hanno avuto modo di provare i dinosauri.

Il viaggio prosegue tranquillo e un bel giorno la comandante invita tutti a guardare fuori dall’oblò: la Firestorm sta passando vicino a Vesta, l’asteroide più brillante. Vesta è stato scoperto nel 1807 e ha un diametro di 525 km. E’ stato mappato dal telescopio spaziale Hubble, con cui è stato osservato un cratere talmente profondo che ha scoperto lo strato del mantello dell’asteroide. La visione del cratere è mozzafiato! L’equipaggio osserva la superficie di Vesta allontanarsi e farsi sempre più indefinita, quando all’improvviso scatta la sirena d’allarme. Cosa sarà successo?

Lo scopriremo nella prossima puntata.

A presto!

Sara

Phobos (Image credits: NASA)
Deimos (Image credits: NASA)
Vesta (Image credits: NASA)

Un viaggio spaziale

Mega ciao!

Pronti per tornare a bordo della Firestorm?

Avevamo lasciato i nostri eroi, meno i due terrapiattisti morti male, in orbita attorno a Venere. La comandante Sara aveva ordinato delle missioni speciali.

Gianluca, il genio dei computer, doveva cercare di hackerare il sistema del lander rubato dai due terrapiattisti e riportarlo alla navicella madre. Purtroppo la missione è riuscita solo a metà: Gianluca è riuscito ad entrare nel sistema e a far decollare il lander, ma questo è esploso mentre stava per uscire dall’atmosfera di Venere in quanto il suo scudo termico è stato danneggiato dalle piogge acide.

Frasca, l’astrobiologa della missione, è riuscita a raccogliere un sacco di dati e ha confermato la presenza della fosfina in atmosfera di Venere. Ha trovato i microrganismi? Non ancora! Ha raccolto talmente tanti dati che serviranno anni per analizzarli tutti. Fortunatamente non è da sola. Ilaria la sta aiutando con un altro compito molto importante: capire la reale stratificazione dell’atmosfera di Venere. Questo è fondamentale per capire dove si potrebbero nascondere le colonie di microrganismi.

Il resto della ciurma ha usato le ultime settimane per fare osservazioni al telescopio, andando a sondare stelle, nebulose e galassie. Le scoperte non tarderanno ad arrivare. Soddisfatta dell’impegno dimostrato dal suo equipaggio, la comandante ordina a Gaetano, il suo braccio destro nonchè pilota della missione, di fare rotta verso Marte. Dopo qualche mese di viaggio i nostri eroi arrivano al pianeta rosso e, a malincuore, devono salutare 20 membri dell’equipaggio. Loro saranno infatti i primi esseri umani a colonizzare Marte. Una volta scesi sul pianeta, il loro obiettivo è di installare gli habitat in uno dei canali orizzontali scavati dalla lava dei vulcani e di costruire una cupola che possa ospitare un telescopio di 3 metri di diametro. Lo specchio, la struttura e tutti i sistemi di ottica adattiva sono stati inviati mesi prima con tre missioni senza equipaggio. Basta solo “ammartare” abbastanza vicini e unire i pezzi, come quando si costruisce la Morte Nera di lego. 3, 2, 1…distacco. I 20 prescelti cominciano la loro discesa verso il pianeta rosso, entrano in atmosfera e Gaetano li porta sani e salvi vicinissimi alle zone di ammartaggio delle sonde di rifornimento.

Il mitico Gae resterà su Marte il tempo necessario per assicurarsi che l’habitat sia stato montato correttamente e che non ci siano malfunzionamenti. Poi riporterà il lander alla Firestorm e riprenderà il viaggio con il resto della ciurma.

Perchè l’habitat deve essere costruito sotto terra? Marte non ha molta atmosfera e non ha un campo magnetico come quello della Terra. Infatti non è dotato di una dinamo interna che possa creare un campo magnetico globale, ma presenta comunque delle tracce di campi magnetici locali. Atmosfera e campo magnetico sono essenziali per proteggere il suolo dalle radiazioni provenienti dal Sole e dallo spazio. Su Marte questo non è possibile, quindi gli habitat devono essere costruiti nei canali orizzontali scavati dalla lava dei vulcani. Tranquilli, i nostri coloni non corrono il rischio di morire bruciati. L’attività vulcanica si è spenta da un bel pezzo!

Tra i 20 prescelti troviamo Paolo, l’esperto di telescopi che sarà il direttore dell’osservatorio “Kip S. Thorne” su Marte. Ovviamente per poter osservare il cielo, la struttura sorgerà sulla superficie marziana. I 20 cercheranno di costruirla il più velocemente possibile, in modo da limitare l’esposizione alle radiazioni. Una volta ultimati i lavori, come faranno a fare osservazione se non si può restare per lungo tempo in superficie? Semplicissimo: comanderanno il telecopio da remoto. Nell’habitat ci sarà una bellissima sala controllo, da cui gli astronomi dell’equipaggio potranno aprire la cupola, puntare il telescopio e fare fotometria e spettroscopia degli oggetti osservati.

I coloni hanno tre compiti importantissimi:

1- puntare il telescopio verso i pianeti del Sistema Solare per vedere se sono in fase;

2- andare a verificare se nel terreno marziano siano presenti dei microrganismi;

3- avviare una serra e rendere la colonia indipendente dalla Terra.

La prima missione dà i risultati previsti: Mercurio, Venere e la Terra hanno le fasi, mentre i pianeti giganti no.

La seconda missione potrebbe lasciarvi perplessi: perchè cercare la vita su Marte se sappiamo che è un pianeta deserto, in cui non cresce niente? Le sonde passate hanno scoperto le tracce di sedimentazione tipiche che lascia un oceano quando si espande o quando si ritrae. Quindi una volta su Marte c’era un sacco di acqua liquida. Sapete che sulla Terra l’acqua è uno degli ingredienti essenziali per la vita. Si pensa che un tempo su Marte ci fossero organismi viventi e che la vita possa esserci ancora, sotto forma di microrganismi. E’ importante verificare queste ipotesi.

La terza missione è necessaria. La colonia deve essere in grado di produrre cibo, acqua, pezzi di ricambio per l’habitat e altre risorse necessarie alla sopravvivenza. Mandare delle sonde con i rifornimenti si può fare fino ad un certo punto, ma presenta dei problemi. Una sonda impiega circa 7/8 mesi per arrivare su Marte. In questo tempo, si potrebbero perdere i contatti con la sonda, che resterebbe quindi a fluttuare per sempre nello spazio. La sonda potrebbe esplodere nel momento del lancio oppure all’entrata in atmosfera marziana. I paracadute potrebbero non aprirsi (com’era successo al modulo di atterraggio Schiaparelli, che si è schiantato producendo un piccolo cratere e da allora si è guadagnato il soprannome Schiapparelli), quindi la sonda si schianterebbe su Marte distruggendo tutti i rifornimenti. Meglio evitare che i coloni muoiano di fame, quindi coltivazioni come se non ci fosse un domani!

I nostri coloni hanno iniziato a costruire tutto. Cosa ci aspetta nella nostra missione?

Lo scopriremo nella prossima puntata. Prima di lasciarvi però vi chiedo un aiuto: ci serve un bel nome per la colonia su Marte. Qualche idea?

A presto!

Sara

Marte (Image credits: NASA)
Future colonie marziane